Libri per bambini «dipinti» da topi

Se in questo periodo la cosiddetta letteratura per adulti dovesse deludervi, potreste provare con quella per ragazzi.
Se in casa avete pargoli e desiderate distoglierli dalla ultima diavoleria elettronica con un prodotto che parli alla loro intelligenza, Velluto (Topipittori, pagg. 56, 16 euro) è il libro che fa per voi: le illustrazioni di Antonio Marinoni sono incantevoli e ricche di particolari, mentre i testi di Silvana D'Angelo parlano con delicatezza di un ladro che, guidato dall'infallibile naso, si intrufola nelle abitazioni altrui, cercando una traccia che lo riconduca verso un'ultima casa, la sua, un luogo di cui ha perso la memoria e che sente di dover ritrovare. Un «inventario» di quadri, sculture, oggetti di arredamento si ritrovano disseminati nella casa visitata dal ladro e potrebbero rappresentare uno stimolo per quei ragazzi che grazie a Google volessero scovare in rete i pezzi disegnati da Marinoni.
Uscito anche in edizione francese da Naïves Livres, Velluto conferma l'impegno di Topipittori nel produrre libri che restituiscano quella dignità sottratta ad un mercato per ragazzi in genere orientato alla smielatura adolescenziale o a contenuti orridi e violenti. La casa editrice milanese, fondata da Paolo Canton e Giovanna Zoboli, ha pubblicato da poco altri due titoli: Il pifferaio magico di Hamelin (pagg. 32, 13 euro), poemetto di Robert Browning. Tavole segnate da fondi neri e tratti marcati, in cui dramma e satira si intrecciano liberamente, quelle disegnate da Antonella Toffolo: i topi devastano il paese di Hamelin, ma è la voracità e l'indolenza del sindaco e dei consiglieri a causare la scomparsa dei bambini al seguito del pifferaio magico.
Contrasto generazionale che riemerge con toni intimisti in La bambina di neve, un miracolo infantile (pagg. 40, 16 euro) illustrato dal giapponese Kiyoko Sakata. La figura del signor Lindsey, padre serio e coscienzioso, e persino un po' ottuso, potrebbe rappresentare una buona riflessione per certi genitori di oggi che avessero voglia di guardarsi dentro: nonostante le implorazioni dei figli, insiste per portare la creatura di neve di fronte a una potente «stufa Heidenberg, piena fino all'orlo di ottima antracite», finché non rimane che una pozzangherina d'acqua sul tappeto, e anche allora sembra incapace di comprendere, e addossa la colpa ai bambini.