Libro-bianco sullo stress «Sale yoga nelle aziende»

L’assessore Landi: «Può aiutare anche la cromoterapia». A Milano cresciuto del 12% l’uso dei farmaci

Milano è una città che corre, tra famiglia e lavoro, cercando di battere sul tempo le lancette dell’orologio. Moltiplicate un giorno di ordinaria follia per 365. Avrete un piccolo spaccato della vita quotidiana dei milanesi. L’assessore alla Salute del comune Giampaolo Landi di Chiavenna ha deciso di fermarsi un attimo per osservare la situazione: è così che nasce il «libro bianco dello stress», curato da Andrea Franchini, giornalista e consulente dell’assessorato, e che dovrebbe venire pubblicato tra circa un mese. Aumenta del 12% l’uso di psicofarmaci, crescono le dipendenze per medicine e prodotti erboristici. I milanesi stanno male. Otto capitoli che spaziano dalle definizione di stress ai problemi connessi con il luogo di lavoro, il pendolarismo, e l’inquinamento, per arrivare all’alimentazione e al bullismo. Attenzione, però, il discorso può sembrare banale, ma lo stress può avere conseguenze molto più preoccupanti di quanto non si immagini, così come le diverse problematiche, viste nell’insieme, danno la trama della vita dei milanesi. Le diverse criticità si intrecciano in un gomitolo che porta, come il filo di Arianna, anche a possibili soluzioni. Ma che cos’è lo stress e come si manifesta? «Lo stress è un insieme di reazioni a catena scatenate da uno stimolo esterno che si estrinseca seguendo due vie, una comportamentale e una biologica - scrive Enzo Soresi, Primario Emerito di Pneumologia a Niguarda, nel 2 capitolo -. Lo stress provoca la riduzione dei globuli bianchi, dei linfociti, delle cellule Natural killer che uccidono le cellule tumorali. Ho Avuto pazienti che per eccessivo stress sono finti in pronto soccorso per gastriti acute, coliche renali e crisi ipertensive».
Come può essere la giornata di una donna milanese? Si parte alla mattina, andando al lavoro: e qui la prima domanda sorge spontanea, che cosa significa trascorrere 40 minuti al giorno in macchina in mezzo al traffico o stipati come acciughe su un treno o un tram? Poi finalmente si arriva al lavoro: il capo che urla, il collega dispettoso, il rumore e le responsabilità. Gli open space sono luoghi particolarmente stressanti: molto meglio stanze separate che proteggono di più chi lavora. «Qui cromoterapia e musicoterapia possono venire in aiuto: dipingere gli ambienti di lavoro con colori tenui che rilassano la vista, così come avere in sottofondo una musica rilassante aiuta i lavoratori - spiega Landi -. Allora perché non pensare di istituire delle stanze del relax, dove i dipendenti possono magari fare yoga o semplicemente stare seduti in una stanza con luce soffusa e musica per rilassarsi? E stato dimostrato che la produttività aumenta nei lavoratori “rilassati”». Stesso discorso vale per l’alimentazione: in base al principio per cui noi siamo quello che mangiamo, che cosa può diventare una persona che mangia un panino in piedi al bar? Così come è naturale che una donna che ha lavorato tutto il giorno, non abbia le energie per cucinare un minestrone di verdure fresche, per esempio, e sia “costretta” a ricorre a surgelati e cibi pronti. Gli asili aziendali, per esempio, potrebbero aiutare le donne a correre un po’ meno e a vivere, forse, meglio.