Il futurismo torna in tavola per beneficienza

La decima edizione di "Culinaria, Il Gusto dell’Identità", che si terrà a Roma il 20 e 21 febbraio, sarà incentrata sul tema del futurismo e sarà a scopo benefico.

Il futurismo torna in cucina. Il noto movimento culturale dei primi del '900 sarà il protagonista della decima edizione di "Culinaria, Il Gusto dell’Identità", che torna a Roma sabato 20 e domenica 21 febbraio con ospiti italiani e internazionali. La manifestazione si svolgerà al Capitol Club in via Giuseppe Sacconi 39, vicino al MAXXI.

“Alcune ricette dell’epoca sono stravaganti, ma la creatività e l’avanguardia a tavola sono principi validi ancora oggi – spiegano gli organizzatori Francesco Maria Pesce e Fabrizio Darini –. ‘Mangiare con arte per agire con arte’, sosteneva Marinetti: noi abbiamo voluto riprendere questo concetto dando spazio alla cucina, certo, ma anche alla buona musica e ad alcune performance estemporanee di giovani artisti”.

All'evento di sabato parteciperanno lo Chef Rubio, volto del canale DMAX, Cristina Bowerman, l'unica donna ad aver ricevuto la stella Michelin nel 2010 e due forchette dal Gambero Rosso per il Glass, mentre domenica sarà la volta di Massimo Bottura di Osteria Francescana, il secondo ristorante al mondo nella lista dei The World's 50 Best Reastaurants Awards 2015 e di Gianfranco Pascucci, una stella Michelin. L’aria ristorazione, rispettando l’abolizione di ogni inglesismo, ospiterà gli spazi 'Quisimamngia' e 'Quisibeve'.

Si tratta di un'iniziativa benefica, ribatezzata "Culinaria per Leo, che vedrà come testimonial il campione olimpico di sciabola Aldo Montano e lo chef Rubio e sarà dedicata a Leonardo un bimbo di 7 anni che ha combattuto con grande coraggio la sua battaglia contro il medulloblastoma, un male devastante. "Non ce l’ha fatta – spiega Francesco Maria Pesce - ma la sua forza deve restare d'esempio per tutti noi". Parte del ricavato della manifestazione sarà devoluto a "Vite Coraggiose" la campagna di comunicazione sociale e di raccolta fondi a sostegno della Ricerca Scientifica per le malattie rare dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che ha curato il piccolo Leo.