Quando lo stress fa bene

Lo stress è negativo, ma solo per le persone che lo percepiscono come tale: ecco le ricerche che, nel tempo, hanno testimoniato i vantaggi della tensione

Lo stress è dannoso per la salute? Non sempre: anzi, le statistiche rafforzano il peso della percezione personale su questo tema.

Lo dice una ricerca condotta nel 1998 negli Stati Uniti, che coinvolse 30.000 pazienti adulti. Questi uomini e donne parlarono ai medici del loro livello di tensione nell’anno precedente, spiegando se ritenessero lo stress dannoso per la salute. Nel 2006, gli studiosi controllarono in che stato di salute si trovassero i pazienti di 8 anni prima, stabilendo che lo stress costituiva un rischio di morte prematura nel 43% dei casi, ma solo fra chi lo percepiva negativamente. Inoltre, uno studio dell’Università di Yale mostra come, tra le persone coinvolte, chi presentava un atteggiamento positivo nei confronti dello scorrere del tempo è vissuto in media 7,6 anni in più, rispetto a coloro che hanno mostrato un atteggiamento negativo.

Queste ricerche sono contenute nel volume di Kelly McGonigal, “Il lato positivo dello stress”, edito da Giunti e prefetto da Luca Mazzucchelli, che spiega nel suo intervento preliminare: “La forma mentis che adottiamo davanti a quanto la realtà ci impone, teorizza che il nostro mondo sia composto per il 20% dai fatti che ci accadono, e per un buon 80% da come ci poniamo di fronte a essi”.

Secondo McGonigal, lo stress può addirittura aiutare nella crescita, ma solo se si cerca di essere ottimisti, alleggerendo così la pressione del mondo esterno. Tanto più che questa condizione rappresenta un elemento che migliora le prestazioni del cervello, per via del rilascio di noradrenalina e adrenalina. Uno studio dell’Università di Berkeley, ad esempio, ha evidenziato come questi ormoni stimolino il cervello, non solo per quanto riguarda le prestazioni e la proliferazione di cellule staminali ma anche nel campo della memoria.