Yoga e meditazione: ecco perché fanno bene alla salute

Secondo un recente studio, lo yoga e la meditazione lascerebbero una traccia molecolare sulle cellule in grado di ridurre la presenza di geni dannosi per l’organismo, responsabili di malattie come il cancro e la depressione

È ormai risaputo che lo sport e l’attività fisica facciano bene alla salute, ma anche lo yoga, la meditazione, i riti spirituali di origine orientale in continua diffusione e sempre più apprezzati sono altrettanto importanti per l’equilibrio psico-fisico dell’organismo. Ed è proprio in occasione della Giornata internazionale dello Yoga, celebrata in tutto il mondo il 21 giugno, che uno studio inglese ne ha messo in luce i benefici nella lotta a patologie gravi come il cancro e la depressione.

Secondo la ricerca realizzata tra le università di Coventry e Radboud e pubblicata sulla rivista scientifica “Frontiers in Immunology”, le pratiche meditative e spirituali sarebbero in grado di rilasciare una traccia positiva nell’organismo in grado di favorire la diffusione di geni protettivi e la diminuzione di quelli dannosi, responsabile dei principali malesseri. Per effetto di questi geni “buoni”, migliorerebbe la risposta del corpo a malattie ad alto tasso di mortalità come il cancro e la depressione.

Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori inglesi hanno analizzato un campione composto da 846 partecipanti e confrontato i risultati emersi in 11 anni di osservazione clinica. Data la complessità della materia, non sempre di facile misurazione, sono stati condotti ben 18 studi, volti a identificare per ciascuna tipologia di intervento gli effetti su corpo e mente. In particolare, nella maggior parte dei pazienti è stata rilevata una diminuzione nell’attività dei geni che contengono il codice per la produzione di proteine infiammatorie come le citochine.

Se si analizzano le singole discipline, si scopre inoltre che, grazie alla loro azione rilassante, lo yoga e il tai-chi favorirebbero la riduzione di un gene noto in ambito scientifico come NF-kB, solitamente prodotto in condizioni di ansia e di stress, quando le difese immunitarie sono troppo basse per reagire ai contraccolpi. Lavorando dall’interno, sull’Io più profondo, la meditazione svolgerebbe inoltre un’azione preventiva in grado di rilasciare una traccia molecolare che c’è ma non si vede, pronta ad agire nei momenti di maggior affaticamento fisico e mentale per il corpo.