List, l’amore per l’Italia? Una cosa «istantanea»

Oltre cento opere del fotografo tedesco scomparso nel ’75 testimoniano la passione «mediterranea» per il nostro Paese

Herbert List e l’Italia, Herbert List e le luci del Mediterraneo. Racconta questo l’antologica ospitata allo Spazio Metropol di Dolce&Gabbana (fino all’8 giugno). Racconta lo stretto rapporto che il fotografo ebbe con il Bel Paese, del quale era assiduo frequentatore. E ci svela il suo innamoramento per la classicità greca e romana, per l’architettura e la gente del Sud, per quel genere di bellezza fragile, essenziale, fermata per sempre dal suo obiettivo durante le sue numerose peregrinazioni.
La mostra, nata dalla collaborazione di Magnum Photos, Contrasto e List Estate, che diventa connubio perfetto tra arte e moda, è una specie di diario per immagini che l’autore tedesco scomparso nel 1975 ha tenuto durante tutta la sua carriera. Oltre cento opere, molte delle quali sono vintage print originali, per rendere omaggio al suo modo di stupirsi davanti alle gonne spiegate di due bimbe trasteverine, o a un ragazzo che rincorre una ruota, a due bagnanti distesi sulla sabbia di Ostia o a un gruppo di seminaristi allegri e rumorosi. I suoi scatti sull’estate sono statuari, in posa e senza sudore, composizioni di particolare che narrano il tutto: due paia di occhiali posati su un tavolo, un bicchiere in controluce, un dalmata accucciato tra le gambe al sole. List è stato un viaggiatore che andava ben oltre la geografia. Arrivava a penetrare l’anima delle persone e dei luoghi, osservava scene quotidiane o rovine antiche, volti e monumenti con la medesima sensibilità che trapassa la superficie, alla continua ricerca di una bellezza che non fosse effimera ma piuttosto proiettata nel futuro.
Il suo stile influenzò generazioni di fotografi dopo di lui. Cominciò la professione nel 1936. Soggiornò in Grecia tra il ’37 e il ’39, dedicandosi alla natura, ai templi, alla storia. Fu però l’Italia ad accoglierlo e affascinarlo per oltre dieci anni. La sua formazione artistica fu profondamente segnata dall’incontro con le Avanguardie europee: il Surrealismo, il Bauhaus, le visioni metafisiche di Giorgio De Chirico e le nature morte di Giorgio Moranti. Negli anni Cinquanta entrò a far parte della celebre agenzia americana Magnum Photos, fondata da maestri del calibro di Robert Capa ed Henri Cartier-Bresson che tanta parte ebbero nell’influenzare la sua creatività. Artista e poeta della visione, fu anche un fine collezionista d’arte. Il rigore formale delle inquadrature di List si ripeteva nelle istantanee rubate di Pasolini, della Magnani, di Picasso, di De Sica, di Marini..
Una galleria di ritratti intensi ai grandi personaggi del suo tempo dove, tra luci e ombre, la ricerca della personalità intima dei soggetti era sempre in primissimo piano. Gli stessi chiaroscuri che ebbero il loro momento culminante in un reportage sul tema della Tonnara di Favignana, realizzato da List nel ’51. Caos vociante e tragico, che ancora oggi, dopo 60 anni, emoziona e assurge a simbolo struggente e compiuto del suo modo di osservare l’umanità.

Herbert List.

Lo sguardo sulla bellezza
Spazio Metropol, viale Piave 24
Fino all’8 giugno
Info: www.dolcegabbanametropol.it