La Lombardia dice no all’Aids

Lunedì 1 dicembre, giornata mondiale contro il virus, nella sede della Regione, il convegno: “Accesso universale: la giornata della Lombardia per la lotta all’Hiv”<br />

IL PIRELLONE C’È Il rischio di una giornata mondiale è che si traduca in un nulla di fatto planetario. Ricordare i mali, i problemi, e le battaglie da combattere non basta se poi ognuno non si impegna in prima persona. E in prima fila per tradurre gli ideali in provvedimenti concreti ci sono le amministrazioni locali, tra cui non manca la Regione Lombardia. E lunedì 1 dicembre, in occasione della giornata mondiale per la lotta all’Hiv, anche il Pirellone ha voluto esserci, con una serie di tavole rotonde incentrate sulla lotta all’immunodeficienza acquisita. L’appuntamento, promosso da CoLomba, l’associazione delle organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale lombarde, si terrà dalle 9.30 alle 17 nella Sala Convegni 1 di via Pola 12 e vedrà la partecipazione delle Ong e delle associazioni impegnate nella lotta all’Aids in Africa, Asia e America Latina, l’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids, il ministero degli Esteri, i rappresentanti del mondo della scuola e i dirigenti degli istituti di ricerca e cura. Tutti insieme per ribadire gli impegni della comunità internazionale e dell’Italia nella prevenzione e nella lotta alla diffusione del virus.

DAL MONDO A MILANO Tutti dovrebbero avere accesso alle terapie anti-Hiv. Questo è il vulnus del seminario. Ovviamente, per fare in modo che anche le zone più disagiate possano fronteggiare l’emergenza, c’è bisogno di aiuto. Gli interventi di Giorgio Zucchiello (Osservatorio Aids), del dott. Moretti e della dott.ssa Tarira (Cesvi) saranno volti a spiegare come si trasmette la malattia nello Zimbabwe e quali sono gli strumenti per tamponare l’epidemia. Esperienze, successi e difficoltà; testimonianze e casi specifici dalle baraccopoli di Nairobi ai luoghi di lavoro. Un dibattito aperto tra gli operatori del settore e le istituzioni per mettere a punto delle sinergie tra la Regione Lombardia e chi materialmente lavora sul campo. Un impegno concreto dalla regione che secondo i dati di fine 2007 fa registrare il 30% dei casi, seguita da Lazio ed Emilia Romagna. Le cifre parlano di circa 1.200 casi conclamati di malattia ogni anno. Un netto miglioramento, considerando gli oltre 5.600 del 1995. Sempre meno le infezioni tra tossicodipendenti, in crescita quelle per via sessuale. Parallelamente, aumenta l’età media in cui viene diagnosticato l’Hiv, il che denota una bassa percezione del rischio e uno scarso ricorso ai test. È dunque su questo piano che scuole, Asl e istituti dovranno lavorare.