Lotta all’insonnia Questo venerdì è la giornata mondiale del «dormiresano»

Dodici milioni di italiani di notte combattono per dormire bene, sognano di cadere tra le braccia di Morfeo, ma lo fanno ad occhi aperti.
È l’esercito degli insonni, di chi conta le pecore, legge e si rigira nel letto per addormentarsi. E quando finalmente crolla, basta niente perché si svegli di nuovo. Certo è che dormir poco o male non aiuta ad alzarsi la mattina col piede giusto. Anzi. Otto su dieci avvertono un calo dell’attenzione, si sentono stanchi e spossati; il quarantasei per cento accusa difficoltà di memoria e concentrazione, anche al lavoro e alla guida, è più vulnerabile e meno paziente. Tuttavia, i più sembrano non darci peso, sottovalutando il problema. Dalle ultime ricerche dei centri Aims - Associazione Italiana di Medicina del Sonno - su undicimila adulti oltre la metà non si cura; quattro su dieci rifiutano le terapie e l’otto per cento ricorre al «fai-da-te» con risultati quasi sempre deludenti. Ecco perché venerdì, in occasione della giornata mondiale del «Dormiresano» organizzata dalla Wasm - World Association of Sleep Medicine - i centri del sonno Aims di tutt’Italia - a Milano: Ospedale San Raffaele e C. Munari - offrono controlli e consulti gratuiti. Chi non potrà recarsi presso le strutture, troverà sul sito www.morfeodormiresano.it degli esperti che, dalle 9 alle 18, attraverso chat on line, saranno pronti a soddisfare ogni richiesta sul buon sonno.
«Quest’anno, per la prima volta, l’iniziativa, arrivata alla nona edizione nazionale, non è limitata a un solo giorno, ma prosegue fino a novembre - spiega Mario Giovanni Terzano, coordinatore del progetto -. Ogni ultimo venerdì del mese, gli esperti del sonno saranno a disposizione dei cittadini e i centri Aims, a rotazione, saranno aperti al pubblico». L’elenco degli appuntamenti e dei centri coinvolti verrà indicato sullo stesso sito dove, già ora, è attivo il test. Farlo permette di scoprire se la difficoltà a riposare è occasionale o destinata a diventare protratta (dura meno di un mese) o cronica (dura più d’un mese).
«Se non chiudi occhio la notte, li chiudi di giorno» è lo slogan del 20 marzo e dell’intera campagna - «Progetto Morfeo» - finalizzata a sensibilizzare le persone ad affrontare la propria insonnia con l’aiuto degli esperti. Perché una «notte in bianco» può capitare, ma non deve essere un’abitudine, visti i danni e i rischi che determina. L'insonnia non consente ai neuroni cerebrali di ricaricarsi, riduce la velocità di reazione e influenza il comportamento. Inoltre, aggiungono gli specialisti, aumenta il rischio di infarti e ictus, altera il sistema immunitario, esponendo al pericolo di infezioni, può condizionare l’evolversi di patologie psichiatriche e, «dulcis in fundo», fa ingrassare più facilmente. In media l'aumento è di circa cinque chili in un quarto dei soggetti che riposano per 4-5 ore per notte rispetto ai coetanei che dormono le canoniche otto ore. Un motivo in più per dormire bene, dal momento che dal 21 di marzo inizia la primavera.