Lotta allo smog, Milano "schederà" le automobili

Bollini di 5 colori sui veicoli in base alle loro capacità inquinanti. Obbiettivo: facilitare i controlli dei vigili dutante i blocchi. Primi test su diesel e camioncini. Il Comune vuol creare una zona di "bassa emissione". Nel 2011 solo taxi verdi. Croci: con l'ecopass 30 milioni di passeggeri in più sui tram. Penati: provvedimento fallimentare, subito referendum

Milano si prepara a diventare la prima città della Lombardia a sperimentare la schedatura antismog dei veicoli, con l’applicazione di un bollino identificativo sulle auto. Allo studio di palazzo Marino e dalla cabina di regia della Regione, una vetrofania di cinque colori diversi a seconda della classe di inquinamento dell’auto. L’obiettivo? Facilitare il lavoro ai vigili e i controlli sul blocco del traffico previsto dalla legge regionale, che hanno già raggiunto quota 30mila. La proposta di Palazzo Marino è di partire con l’etichettatura sui taxi e sui veicoli commerciali, primo passo per la costituzione di una low emission zone, all’esterno dell’area Ecopass. Ma il bollino potrebbe essere applicato anche ai diesel con filtro antiparticolato. «Ricordo che sono già 500 i taxi ecologici che girano in città, ma entro il 2011 - annuncia Croci - entreranno in funzione solo taxi verdi».
Anche l’idea di distribuire in città sistemi di ricarica per i veicoli a metano ed elettrici va nella direzione «verde» del Comune, «stiamo studiando con A2A - racconta Croci - come sviluppare il sistema». In fase più avanzata invece il progetto di ampliamento del servizio di car sharing: «Presto fonderemo le due società Guidami, gestita da Atm, e Milano Car Sharing, di Legambiente per implementare il sistema. Al momento, infatti, sono solo 90 le auto a disposizione nei 54 punti di prelievo. Abbiamo però ottenuto 1,5 milioni di euro dal ministero dell’Ambiente, vincendo un bando, cui il Comune aggiungerà un altro milione: serviranno a potenziare il parco macchine a disposizione e a creare parcheggi in superficie sul modello del bike sharing».
Intanto il referendum sull’Ecopass finisce al centro di un battibecco tra il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati e l’assessore alla Mobilità del Comune, Edoardo Croci. Un botta e risposta al vetriolo. Penati, in piena campagna elettorale, ieri ha proposto di indire la consultazione per verificare il gradimento del provvedimento antismog tra i cittadini in occasione delle elezioni provinciali, previste il 6 giugno, con netto anticipo quindi rispetto all’agenda di Palazzo Marino che fissa il referendum consultivo il prossimo autunno. «L’Ecopass ha fallito perché i dati dimostrano che a più di un anno dalla sperimentazione, Milano detiene la maglia nera tra le città europee per livello di inquinamento. E perché il traffico è rimasto lo stesso. A questo punto è doveroso ridare la parola ai milanesi». Ma il presidente viene messo a tacere dallo stesso assessore alla Mobilità, Croci: «È curioso che la Provincia faccia un referendum su una misura implementata da un’altra amministrazione, e su cui non può intervenire, come Ecopass. Sarebbe meglio si dedicasse a fare delle cose utili per l’ambiente e la mobilità sostenibile». Non solo, a sostegno della propria tesi l’assessore snocciola i dati: «Non è vero che il ticket non funziona - sostiene - nella Cerchia dei Bastioni circolano 5 milioni di auto in meno, mentre sono 30 milioni in più i passeggeri sui mezzi pubblici».