Lotto, sale e tabacco sotto tutela

Una sezione è anche dedicata al chinino e alla lotta alla malaria

Ferdinando Maffioli

Ci sono le interessanti pagine di diario del lavoro delle «tabacchine», in bilico tra fatiche, sacrifici ed emancipazione. Si attraversa - con la memoria - le dimensioni devastanti della malaria, che a inizio Novecento uccideva 15mila persone l’anno, e del chinino, che una leggenda vuole in uso presso gli Incas. Si sorride di fronte a «bandi», «grida» e «liste» (ma anche truffe, disordini e incidenti) che fanno da lunga filigrana al gioco del lotto, nato nel Seicento a Genova (ma con «radici» milanesi, a metà Quattrocento». E poi ci si sorprende con i filmati dell’Istituto Luce, con gli strumenti e le fotografie che svelano un mondo ormai lontano, quello delle saline.
Filo conduttore di questa rassegna sono i Monopoli di Stato e la loro funzione di controllo (l’Aams, Amministrazione Autonoma del Monopoli di Stato, fu istituita nel dicembre 1927), un lungo iter ora condensato nella mostra «Tra sogni e realtà: i Monopoli di Stato ieri e oggi» aperta all’Arengario di piazza Duomo fino al 23 ottobre.
Si scopre così che in Italia i primi semi di tabacco arrivano nel 1561. Quando il cardinale Prospero Publicola di Santa Croce, nunzio apostolico in Portogallo, li porta in dono a Pio IV. Il Papa li fece coltivare dai monaci cirstercensi nei dintorni di Roma e per molti anni la nicotina rustica - chiamata Erba di Santa Croce o Erba Santa - rimase confinata negli orti dei conventi.
Curiosa è anche l’origine del termine «lotto». Secondo alcuni deriverebbe dalla parola teutonica «hleut», che indicava l’oggetto sacro, un disco o una pietra, che veniva lanciato con auspici magici; secondo altri dietro questo moderno specchio dei sogni ci sarebbe invece un’antica voce franca, «lot», che significava «eredità o sorte».
La mostra è organizzata in quattro sezioni. La prima è dedicata al tabacco ed è centrata sulla figura delle tabacchine e delle sigaraie (che, a mano, riuscivano a produrre anche mille sigari al giorno). La seconda sezione è un affresco della dura vita nelle saline e nelle miniere di salgemma. Nella terza, viene presentata la storia del chinino in Italia come genere di Monopolio. L'ultimo spazio, infine, è dedicato alla ricostruzione storica del gioco del Lotto e ai giochi moderni sotto il controllo dell'Aams: lotto, totocalcio, totogol, totip, superenalotto e lotterie. «Con il titolo "Tra sogni e realtà" - spiega Gabriella Alemanno, direttore per le strategie dell'Aams - abbiamo voluto mettere in evidenza, da una parte, la dura realtà delle attività manifatturiere, fatta di sudore e fatica quotidiana. Allo stesso tempo, però, volevamo sottolineare come l'impiego di tabacchina fosse un sogno per molte. Assicurava, infatti, a ragazze che spesso non avevano una posizione sociale, una stabilità, una paga certa, l'assistenza ai figli. Ma i sogni cui allude il titolo sono anche quelli degli italiani che, oggi come ieri, si rivolgono al gioco nella speranza di una vincita che cambi loro la vita».