«Con Mancio un’Inter da sogno, con Mourinho sarà da record»

Roberto Scarpini, voce e volto del canale Inter Channel: «Oggi è dura arbitrare, l’errore è un battito di ciglia»

Inizialmente avremmo dovuto incontrarci alla Pinetina, ma alla fine abbiamo optato per un’altra location. Per carità, nulla di personale nei confronti di Appiano Gentile, dove hanno appunto sede gli studi di Inter Channel, ma mi sembrava umiliante per uno juventino - dopo aver regalato ai nerazzurri pure uno scudetto - andar lì a fare l’intervista al mio amico Roberto Scarpini, direttore del canale tematico interista, proprio in casa sua. Magari seduto sulla poltrona in finta pelle riempita coi pallini di polistirolo del ragionier Fracchia. Ho quindi preteso di scegliere almeno il campo, e l’ho ottenuto.
Prima di tutto Roby, grazie a nome dell'intero Paese per il contributo dato alla nazionale da parte della squadra campione d'Italia a questi ultimi Europei.
«Prego...».
Come, prego? Ma non ti vergogni ad avere una squadra di soli stranieri?
«Perché dovrei. Essere Internazionale significa aprirsi al mondo, e noi abbiamo giocatori di ogni nazione. Se devi sceglierti una domestica quale prendi? La migliore e non necessariamente italiana. Sono le leggi del mercato e a quelle ci siamo adeguati pure noi. Ti faccio presente che durante l’ultimo Brasile-Argentina, valido per le qualificazioni mondiali 2010, c’erano in campo ben 6 interisti».
Ah ecco, voi non guardavate mica l'Europeo ma eravate interessati al girone di qualificazione sudamericano per il prossimo mondiale...
«Ci sono giocatori, come Cordoba e Zanetti, che possono essere considerati italiani a tutti gli effetti. All’Europeo ho visto un grande Christian Chivu».
C’è mancato poco ci eliminasse con la Romania. Ma perché Moratti con tutti i soldi che ha non compra prodotti nostrani?
«Probabilmente quelli bravi non glieli vendono».
L’aspetto divertente di questa storia è che anche uno dei pochi italiani che avete in squadra è nero.
«Anche negli Usa probabilmente il prossimo presidente sarà un uomo di colore. Vorrà dire che chiederemo a Michael Jackson come fare per sbiancare Balotelli».
Torniamo a te: ti trovo ingrassato...
«Troppe feste scudetto una dietro l'altra».
Comprese quelle per lo scudetto di cartone di due estati fa?
«Ascolta, nella sede della Federazione Giuoco Calcio è esposto un albo d'oro e quello fa testo. Esistono delle leggi nello sport e vanno rispettate. Piuttosto che continuare a prendervela con noi interisti voi juventini dovreste maledire quella dirigenza che costrinse la vostra società a scendere in Serie B e a depauperare la rosa per far fronte ad un buco di bilancio. State sbagliando obbiettivo».
A noi dà fastidio l’ostentazione di onestà che fate ogni volta in cui vi confrontate con la Juventus. Dimenticando, per esempio, la faccenda del passaporto falso di Recoba.
«Abbiamo ammesso la colpa e pagato una multa pesantissima. A giudicarci sono stati gli stessi tribunali che hanno mandato in B la Juve».
Con un metro di giudizio differente, però.
«Non mi pare. Eppoi un conto è agire in maniera disonesta, un altro farlo in buona fede».
Vuoi vedere che ora Oriali non sapeva che falsificare un passaporto fosse reato.
«Certo, pensava che la procedura consigliatagli da Baldini fosse corretta. Capisco che questa vicenda possa essere un appiglio per i non interisti così da annacquare tutto il resto. Io so solo che l’Inter ha sempre giocato pulito».
A ridagli con sta onestà... Millantata, tra l’altro, proprio nella stagione in cui avete fatto man bassa di aiutini arbitrali. Solo che state facendo passare il concetto che i direttori di gara ora sbagliano in buona fede, a differenza di prima.
«Gli arbitri quest’anno hanno sbagliato, e tanto, ma perché è sempre più difficile arbitrare il calcio frenetico di oggi. La differenza col passato è che, allora, esisteva un sistema esterno che condizionava determinate scelte, ora sono direttori di gara e assistenti a sbagliare da soli. Per inesperienza o perché si trovano a decidere episodi avvenuti in una frazione di secondo e che talvolta non riescono nemmeno a vedere. L’errore spesso è figlio di un battito di ciglia».
Quindi anche il goal di Camoranesi a San Siro nella gara di ritorno.
«Assolutamente si».
Con la Juve continuate sempre a trovar duro, quest’anno non ci avete mai battuto in campionato.
«Ma se in Coppa Italia vi abbiamo eliminato coi giovani. E non dirmi che non conta perché, a parti invertite, avreste fatto di una simile vittoria l’orgoglio della vostra stagione».
Sai meglio di me che i match veri erano i due di campionato, e lì si è rivisto il solito film. La cosa vi da fastidio, ammettilo.
«Guarda, da milanese doc sento più la rivalità col Milan. Della Juve ti ripeto ciò che ti sentiresti dire da un tifoso interista di 70 anni: è sempre stata una società legata al potere grazie a una proprietà che godeva e gode di un grande appeal sul Paese. Anche per questi motivi vincere in casa loro è sempre stato faticoso. Per tanto tempo l’Inter non è stata una squadra di vertice, poi però quando si è giocata lo scudetto con la Juve spesso lo ha perso per demeriti propri ma anche per degli episodi che lasciano alto il concetto del sospetto».
Vuoi vedere che vorresti indietro altri scudetti?
«L’Inter dovrebbe essere già a quota 18. Ci mancano i titoli delle stagioni ’01/02 e ’97/98. Quelli in cui era ancora in vigore il vostro vecchio regime».
Ma ringrazia di aver vinto l’ultimo grazie ai due goal segnati a Parma da un ex giocatore della Juve che rubava...
«Fummo bravi a prendervelo quando si presentò l’opportunità. Quell’acquisto va considerato un grosso aiuto fatto alla Juve che, quell’estate, aveva bisogno di vendere rapidamente. Ripeto, i tifosi juventini se la prendano con i loro ex dirigenti, non con l'Inter».
Ora ti dobbiamo pure ringraziare per averci portato via Ibrahimovic. Vedrai come sarai contento tu se adesso ti freghiamo Stankovic.
«Ma non avete detto che non lo volete perché è interista?».
Molti tifosi juventini ce l’hanno con lui, memori di quando preferì la vostra squadra alla nostra. Lo prenderei al volo. Sempre che non ci stiate rifilando un pacco: l'anno scorso è stato spesso fermo ai box.
«I giocatori basta curarli bene e li recuperi, qui all'Inter abbiamo la percentuale Uefa più alta di giocatori recuperati in modo definitivo. Escludo quindi sia rotto, voglio però parlare col giocatore per capire se davvero vuole cambiare aria. Mi pare strano. Ad ogni modo un suo passaggio alla Juve non sarebbe assolutamente gradito dal popolo nerazzurro, per una questione di coerenza con le dichiarazioni rilasciate in tutti questi anni contro la Juve. La cosa ci disturberebbe assai».
Allora non vedo l'ora che arrivi. Senti, ma lo sapeva Mancini che tu apprezzi il lavoro del dottor Combi?
«Col Mancio ho avuto un rapporto eccezionale».
L’avete scaricato dopo un filotto di scudetti vinti. Riuscite a fare casino pure quando vincete.
«Perché vogliamo essere spettacolari in tutto. Ciò che è capitato all’Inter lo si era già visto fare a Madrid, a Monaco di Baviera, a Lione. Gli interisti sono rimasti affezionati a Mancini, ma continuano a tifare Inter non per i suoi allenatori».
Ok, l'avete già scaricato.
«Ma va, gli siamo grati per le vittorie e anche per il suo modo molto interista di porsi, però Moratti ha deciso di attuare un cambiamento a fin di bene».
Il vostro presidente spesso ragiona con la pancia, tipo tifoso curvaiolo.
«Macché, è una persona misurata. Talmente intelligente da dire sempre cose di senso compiuto. Quasi sempre messaggi chiari ai naviganti».
Ricordo la sua misura soprattutto dopo quel rigore non dato a Ronaldo nel '98.
«Ebbè, non ci stava a farsi prendere in giro. Io stesso quel giorno interruppi la telecronaca perché ritenevo fosse tutto deciso».
Non dirmi che con Mourinho puntate a vincerne un altro, perché non ci credo...
«Cercheremo di battere tutti i record, vincendo Champions e quarto scudetto di fila».