La mappa del teleriscaldamento si allarga: entro il 2015 una centrale per l’Expo a Rho

Sulla mappa del teleriscaldamento che conquista via via nuove aree della città, è comparsa anche una nuova centrale, per servire l’area Expo a Rho-Pero. Verrà realizzata quindi entro il 2015, le prossime a vedere la luce in città saranno invece la Ricevitrice nord (già entro fine anno) e quella in Bovisa e Santa Giulia (entrambe il prossimo anno). Seguiranno l’impianto di Gonin, Ricevitrice sud e Musocco (2012), Ricevitrice Ovest (2013) e Sarca (nel 2014).
I progressi del Piano 2007-2015 vengono tenuti sotto controllo con riunioni quasi settimanali tra Comune e A2A, entro fine anno il sistema raggiungerà quasi 230mila abitanti, ma l’obiettivo degli otto anni è raggiungere quota 730mila. Il sistema, sintetizza l’assessore all’Ambiente Edoardo Croci, «consente di risparmiare energia, far pagare meno le bollette ai milanesi, è più sicuro e consente di eliminare le caldaie condominiali e riduce le emissioni inquinanti». Ultimo dato che prende quota oggi che si festeggia la Giornata mondiale della terra, l’evento internazionale che coinvolge 174 Paesi del mondo sul tema della salvezza del pianeta.
In estrema sintesi, gli impianti riscaldano gli edifici sfruttando il calore generato dall’acqua di falda o dallo smaltimento dei rifiuti per produrre energia elettrica (una sorta di «due in uno»). Non ci sono fiamme, non servono canne fumarie, l’acqua riscaldata non è un combustibile quindi non brucia e non scoppia. «È un sistema che produce energia pulita, quindi si dà un notevole taglio a emissioni di inquinanti, per questo accanto ai sistemi di mobilità ecologica investiamo molto sullo sviluppo di infrastrutture ecocompatibili» afferma Croci.
E il cronoprogramma dei nuovi impianti va di pari passo con quello che tiene sotto controllo i benefici ambientali. Il Piano che entro fine anno conterà settantadue chilometri di rete posata in città salirà nel 2012 a quasi centocinquanta e nell’anno dell’esposizione universale a 239 chilometri. Seguendo le stesse tappe: le emissioni di polveri sottili si ridurranno prima di tre tonnellate, poi di 14 e nel 2015 di ben 23 tonnellate (un bel passo avanti rispetto allo «zero» del 2007, anno di partenza del programma lanciato dal sindaco Letizia Moratti e dal presidente di A2A Giuliano Zuccoli con un accordo di programma firmato il 28 maggio).
Ad oggi, con gli impianti già esistenti o in fase di adeguamento (Famagosta, Figino, Tecnocity, Canavese, Comasina e Linate) saranno oltre trentamila le tonnellate di anidride carbonica prodotta in meno rispetto a tre anni fa, nel 2012 più di 86mila e nel 2015 si arriverà a oltre 163mila.