Martinitt, Stelline e Trivulzio dove abitava la «Vita fragile»

I momenti dell’educazione e dell’istruzione professionale all’interno della storica istituzione dei Martinitt e delle Stelline, nonchè Pio Albergo Trivulzio che testimoniano e illustrano la cura e i luoghi dall’accoglienza dell’orfanotrofio dal quale è uscito persino Angelo Rizzoli e con lui tanti personaggi illustri, sono narrati attraverso una mostra fatta di immagini e ambientazioni a testimonianza di quella generosità che ha sempre contraddistinto i milanesi.
Accanto alla ricca e suggestiva quadreria, l’esposizione del titolo «La vita fragile» coordinata da Cristina Cinedella e ospitata in corso Magenta 59, una sequenza storica e ricca di documenti, oggetti, arredi, fotografie, e ambientazioni raccontano una storia fatta di miserie ma anche di nobiltà durata 100 anni, dal 1815 al 1915. Un particolare significato, assumono le sale dell’ex Refettorio delle Stelline (ora Galleria del Credito Valtellinese) che un tempo accoglieva le orfanelle più amate della città. I Visconti, i Lattuada, i Lampugnani, i Fossati e i Serbelloni erano tra i tanti benefattori.
L’itinerario della mostra patrocinata dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione con i suoi dipinti a olio rievoca la Milano ottocentesca: personaggi, scene di vita quotidiana e vedute del capoluogo lombardo sono state realizzate da grandi maestri come Mosè Bianchi (1840-1904), Filippo Carcano (1840-1914), Emilio Gola (1851-1923), Giuseppe Molteni (1800-1867), Angelo Morbelli (1853-1919), Giovanni Sottocornola (1855-1917), Eugenio Spreafico (1856-1919), per citarne solo alcuni. Una carrellata di opere che rappresentano un passato «recente» che ci lascia in grado di cogliere gli aspetti della vita sociale e popolare dell’epoca attraverso i ritratti dei benefattori e personaggi di rilievo legati alla Fondazione e alla storia dell’istituzione, accanto a immagini che rappresentano luoghi, arti, mestieri di una città agli albori dei grandi mutamenti del XX secolo. L’archivio ne racconta arredi e oggetti che provengono dal prezioso archivio storico di grande valore a testimonianza di un’attività assistenziale e sociale, ma anche culturale che affonda le proprie radici nel XVI con San Girolamo Emiliani, fondatore dei Martinitt, e San carlo Borromeo, fondatore delle Stelline. Testimonianze che riprendono corpo e vita per rinnovare la memoria storica in una società che sembra ormai avere perso tutto, patrimonio irrinunciabile di qualsiasi popolo e società. Significativo il bassorilievo di Antonio Galli che celebra l’attestato di riconoscenza a Giosuè Cattani. Studio, scuola e lavoro erano premiati da gite come a Canzo o in luoghi dove si poteva fare ginnastica all’aria aperta tra i prati o i boschi. Recuperare questo patrimonio significa celebrare le tre antiche istituzioni di ricovero, cura e assistenza, l’Orfanotrofio Maschile dei Martinitt, quello delle Stelline e del Pio Albergo Trivulzio che accoglieva i «Vecchioni», istituzioni oggi riunite in un unico ente, ha significato anche organizzare un convegno il 17, 18, 19 ottobre e indire un concorso per le scuole: «La vita fragile: antiche e nuove povertà nella Milano di ieri e di oggi» con lo scopo di raccogliere riflessioni e confronti sui valori dell’esistenza e della solidarietà, nonchè nel nuovo fenomeno dell’integrazione. La tavola rotonda che vedrà esponenti del San Carlo, dell’Università Cattolica, storici e studiosi darsi appuntamento il primo giorno di studio alle ore 17 sotto la Pala d’altare settecentesca recentemente restaurata e attribuita a Luigi Scaramuccia, un dipinto che rappresenta «San Carlo Borromeo con gli Orfani della Sacra Famiglia», mentre negli altri due giorni gli incontri inizieranno alle 9 della mattina. Per le scuole ci si può rivolgere al n.02.4029291. Per il concorso nello specifico allo 02.875483, fax 02.866795. Ciò che si narra in mostra trae origine dalla suggestione che solo l’autenticità dei reperti e dei documenti storici originali, riesce a trasmettere. «Ombre dal fondo» come scrisse una grande saggista e filologa, Maria Corti.
La vita fragile alla Galleria del Credito Valtellinese, corso Magenta 59, fino al 27 ottobre, ingresso libero, chiuso domenica e festivi