La matematica? Un gioco per tutti

Calcolo, logica, intuito, destrezza. E, come in tutti i giochi, un pizzico di fortuna. Sono i requisiti richiesti per partecipare ai «Campionati internazionali di giochi matematici», organizzati per l’Italia dal Centro Pristem dell’Università Bocconi. Una gara aperta a tutti che non richiede la conoscenza di nessuna formula o teorema particolare, ma soltanto - spiegano gli organizzatori - quell’intuizione che all’improvviso rende semplice anche il problema all’apparenza più complesso. I giochi (le iscrizioni sono aperte fino al 20 febbraio) si articolano in tre fasi: eliminatorie e semifinali, che si terranno il 20 marzo a Milano e in altre città italiane; la finale nazionale, che si disputerà alla Bocconi di Milano, il 15 maggio; la finalissima internazionale, prevista a Parigi a fine agosto, che vedrà sfidarsi i vincitori di tutti i Paesi aderenti (tra cui Francia, Italia, Tunisia, Marocco, Niger, Russia, Svizzera, Belgio, Polonia, Lussemburgo, Canada). «Il grande interesse che suscitano i Giochi – ha spiegato il docente Angelo Guerraggio, responsabile del campionato italiano - è testimoniato dal numero di iscritti, in costante crescita negli anni». E in effetti, se alla prima edizione italiana si sono cimentati in 400, all’ultima competizione erano oltre 40mila, dai tredici ai novant’anni. I concorrenti, suddivisi in categorie a seconda dell’età e del livello di istruzione, affronteranno una serie di quesiti da risolvere in poco meno di due ore; tra i premi in palio, un anno di facoltà gratuito alla Bocconi. Per partecipare basta iscriversi, versando una quota di 8 euro, sul sito http://matematica.unibocconi.it (info: 02-58365927). Parte del ricavato sarà devoluto all’associazione Abba’ onlus che sostiene a distanza i ragazzi in difficoltà. Inaugurati nel 1987 a Parigi dal professore francese Michel Criton, i giochi matematici si ispirano agli antichi «duelli di piazza», quando a sfidarsi a colpi di formule e di algoritmi erano le più grandi menti scientifiche dell’umanità, da Archimede a Euclide, da Cartesio a Pascal, da Eulero a John Venn. Da queste dispute, seguite da folle di spettatori ammaliati, dipendevano l’onore, la fama, la reputazione, la fortuna accademica dei più geniali matematici di tutti i tempi, ma anche il progresso dell’algebra moderna. Non stupisce quindi che persino Albert Einstein, e ancora prima Lewis Carroll, Lagrange, Gauss, Newton, De Fermat dedicassero un intero settore della propria biblioteca ai manuali per «passatempi matematici»: che non erano solo uno svago, ma un’importante fonte di ispirazione. Oggi, sono più di duecentomila i concorrenti nel mondo pronti a sfidarsi negli stessi giorni e con le stesse prove. Chissà mai che il futuro Pitagora non si nasconda proprio fra di loro.