Maturità, fuga al Sud per gli esami facili

L’Ufficio paritarie valuta il caso di un allievo che è «emigrato». A Milano e provincia 500 docenti rinunciano a fare il commissario

Quasi 25mila studenti, tra Milano e provincia, affrontano oggi la prima prova della maturità, il tema di italiano. Avrebbero però dovuto essere parecchi di più. Anche per quest’anno si ripete infatti la sleale transumanza di ragazzi che da Milano partono alla volta del Sud Italia alla ricerca del diploma facile.
Quali i numeri del fenomeno? «Almeno 2000 studenti all’anno», sosteneva l’ex direttore scolastico regionale della Lombardia Mario Dutto, che durante la sua gestione aveva di fatto eliminato tutti i diplomifici lombardi.
«La situazione è rimasta inalterata – dice Attilia Ferrari, responsabile dell’Istituto paritario Milano di via Guinizzelli -. Chi è a rischio bocciatura, sapendo che nelle nostre scuole non si chiudono gli occhi sulla preparazione dei candidati, va al Sud, e lì ottiene il diploma. Pagando, ovviamente». Un caso, già stato oggetto delle attenzioni dell’Ufficio scuole paritarie di via Ripamonti, può essere preso a esempio del fenomeno: uno studente aveva frequentato regolarmente il corso di studi fino all’inizio della quinta. Poi erano cominciate le assenze; il ragazzo in classe non si vedeva più. Vano il tentativo della scuola di avvertire la famiglia: padre e madre non si fanno trovare. Verso Natale arriva infine alla segreteria della scuola, da parte di un istituto paritario di Napoli, la richiesta di nulla osta per il trasferimento del ragazzo. Richiesta strana, tanto più che lo stesso studente continua ad essere notato all’uscita dalla scuola ad attendere i propri compagni alla fine delle lezioni. Il caso viene sottoposto all’Ufficio scuole paritarie che immediatamente fa partire una richiesta di chiarimenti al responsabile della scuola campana. «Tutto in regola,» fanno sapere da Napoli. Oggi quello studente si presenterà alla prova di italiano nel capoluogo campano; la strada del Sud si è dimostrata ancora una volta la scorciatoia ideale verso la maturità facile. Il fenomeno non è del resto un mistero per gli addetti ai lavori: «Il diploma è una cosa seria e anche da qui si insegna ai ragazzi ad assumersi le proprie responsabilità – dice ancora Attilia Ferrari –. Per questo nella mia scuola il 10% degli studenti non è stato ammesso alle prove. Quanti studenti milanesi sono in questi giorni in trasferta in queste regioni per tornare a casa col diploma in tasca? Migliaia».
Del resto la strada per il diploma senza sforzo non è certo piena di ostacoli: basta un contratto d’affitto per iscriversi presso un diplomificio fuori sede. Un atto che mette lo studente formalmente in regola e al sicuro da una probabile bocciatura, senza neanche dover frequentare le lezioni nella nuova scuola. Può continuare a restare a casa fino al giorno in cui hanno inizio le prove. Peraltro l’assenteismo scolastico non si esaurisce con gli studenti: a Milano ben 500 professori, chiamati a ricoprire il ruolo di commissari in questa sessione d’esame, hanno rinunciato. L’Ufficio scolastico regionale ha assicurato: «Da giorni il nostro personale lavora per le sostituzioni».