MAZZARELLA al San Babila racconta la «sua» Milano

Uno show tutto dedicato alla città più amata dal grande attore

Valentina Fontana

Questa volta la prende per mano, la porta a passeggiare tra le sue vie, i suoi ricordi, la sua gente. È sempre innamorato di lei, più che mai, nonostante oggi purtroppo certe cose non ci sono più. Così, con quel pizzico di sana nostalgia, l'istrionico Piero Mazzarella riporta in scena, nuovamente e con entusiasmo, l'anima della sua città, una Milano sempre da rivivere, toccata dal tempo ma così attuale. Eccolo allora su uno dei palchi meneghini per eccellenza, eccolo aprire stasera la stagione del Teatro San Babila con il suo spettacolo Milan per man, in scena fino al 1° ottobre.
«Una picca - precisa subito l'attore «milanese in italiano», come lo definì Mario Soldati -. C'è di tutto, ricordi, personaggi, vite, poesia, ci sono mie interpretazioni, divagazioni e naturalmente il dialetto. È uno spettacolo da sentire, ogni sera sarà diversa ma con dei capisaldi fissi... d'altra parte come si può cambiare Tessa, Barrella o Manzoni?».
Nessun copione dunque per il nuovo debutto di Mazzarella al San Babila. Come sempre la sua vita s'intreccia al teatro, il suo dialetto e le sue radici alla ricerca di un'identità, quella milanese che, nonostante tutto, resiste. «In un mondo dove tutti hanno solo premura, bisogna cercare la nostra identità», predica la sua voce inconfondibile.
E ancora una volta Mazzarella ci fa riscoprire il nostro dialetto e quel «noi» troppo spesso dimenticato, i poeti che hanno fatto grande Milano, da Bonvesin de la Riva a Carlo Porta, Carlo Maria Maggi, Delio Tessa a Emilio De Marchi, Giovanni Barrella, Riccardo Galli e Corrado Cima. Ma ci sono anche i tassisti, la portinaia e probabilmente anche l'ossobuco con il risotto. Già, perché Mazzarella, nato e cresciuto sul palco, figlio di veri guitti, sa bene che il teatro ama da sempre «nos milan» e non gli «sciuri», e quindi «qui vedrete di tutto e sentirete anche delle cattiverie». «D'altra parte - continua l'attore - come dicono spesso i miei figli, ormai fra il pensiero e la parola non metto più la dogana del buonsenso».
Ma è forse quel suo andare oltre ad avergli fatto prendere in mano il teatro milanese, a farne riscoprire ai giovani la sua identità, e a fargli vincere tutto, insieme a pochi altri come Tino Buazzelli, Eduardo De Filippo o Enrico Maria Salerno.
E allora perché nascondersi dietro un amore sconfinato per il teatro? Mazzarella è sinceramente stanco e «se non fosse perché ho ancora due figli a carico - confessa - probabilmente non farei ancora dieci spettacoli a stagione».
Piero Mazzarella, «Milan per man», teatro San Babila, ore 21, fino al 1° ottobre, info 02-76002985, ingresso 27 e 19.50 euro