Mediatrade, ora Berlusconi dà lezioni ai pm: "Ecco come funziona il mercato dei diritti tv"

Palazzo di giustizia blindato per l'udienza preliminare di Mediatrade. Il Cav ha spiegato come funziona il mercato
internazionale dei diritti televisivi e l’utilizzazione degli
intermediari in temini molto generali. Poi all'uscita assicura: "Tutto tranquillo". Fuori dal tribunale i sostenitori: "Pura invenzione"

Milano - Silvio Berlusconi è entrato nell’aula nove del settimo piano del palazzo di giustizia dove si tiene a porte chiuse l’udienza preliminare Mediatrade. Davanti al Gup Maria Vicidomini, il Cavaliere ha rilasciato brevi dichiarazioni spontanee durante l’udienza preliminare Mediatrade in cui è imputato per appropriazione indebita e frode fiscale. "Berlusconi - ha rivelato il legale del premier, Nicolò Ghedini - ha spiegato come funziona il mercato internazionale dei diritti televisivi e l’utilizzazione degli intermediari in temini molto generali". Poi, all'uscita dal tribunale, il premier ha assicurato: "E' andato tutto bene".

Udienza preliminare del processo "Bene, bene, tutto tranquillo". Fuori dal palazzo di giustizia di Milano, il presidente del Consiglio ha ripetuto più volte a chi gli chiedeva come fosse andata l’udienza di essere tranquillo. Berlusconi ha preso la parola alla fine dell’udienza quando il gup Maria Vicidomini ha chiesto ai presenti se volessero fare una pausa per il pranzo. Il premier ha parlato per pochissimi minuti dopo l’intervento dell’avvocato Roberto Pisano, difensore dell’imprenditore Frank Agrama, indicato dalla procura come il "socio occulto" di Berlusconi nella compravendita dei diritti televisivi e cinematografici. Pisano aveva spiegato che non vi è alcuna stranezza nel fatto che vi siano intermediari nel mercato dei diritti e Berlusconi, riagganciandosi alle sue parole, ha affermato che è normale la presenza di intermediari quando si acquistano grandi pacchetti di questi diritti ed è chiaro che gli imprenditori facciano dei margini di guadagno poichè si assumono il rischio di non vendere. Anche un’altra imputata, una manager del gruppo di Berlusconi, Gabriella Ballabio, ha voluto fare dichiarazioni spontanee, proclamandosi innocente. In mattinata, inoltre, aveva parlato l’avvocato Giorgio Perroni per il banchiere Paolo Del Bue. Berlusconi ha lasciato definitivamente l’aula e nel pomeriggio non vi farà ritorno.

"Invenzioni contro di me" "Non voglio in questa occasione stigmatizzare questo fatto - ha detto il premier ai cronisti fuori dal palazzo di giustizia - però è certamente qualche cosa che non va nella direzione giusta: avere cioè una democrazia il cui responsabile di governo passa ore in tribunale mentre ci sono tutti questi accadimenti internazionali importanti che richiederebbero la mia presenza nel paese". "Questi fatti - ha aggiunto Berlusconi - sono pure invenzioni e rappresentano l’ennesima dimostrazione di una volontà, quella della procura di Milano, che già per 24 volte mi ha portato a processo con delle accuse che gli stessi magistrati, che poi hanno fatto il giudizio, hanno dichiarato infondate. Ma sarebbe bastato che uno di questi colpi fosse andato a segno per eliminare dalla vita politica chi nella vita politica c’è perchè il popolo lo ha scelto attraverso elezioni democratiche".

Transenne Da questa mattina il tribunale è "blindato" con agenti in tenuta antisommossa piazzati lungo tutto il perimetro dell’edificio e che controllano ogni ingresso. Per motivi di sicurezza la procura generale ha di nuovo vietato, come era capitato per l’udienza sul caso Ruby e il processo Mediaset, l’accesso nel palazzo ai fotografi e alla tv. Anche l’ufficio gip dove si terrà l’udienza preliminare è sorvegliato dai carabinieri che hanno chiuso le porte per evitare che curiosi e giornalisti si avvicinino alla stanza dove si terrà l’udienza alla presenza di Berlusconi. È la terza volta nel giro di poco più di un mese che il presidente del Consiglio si presenta in uno dei suoi procedimenti a suo carico in corso a Milano.

Sostenitori Sono poco più di una quindicina i sostenitori di Berlusconi che stazionano in via Freguglia, davanti all’entrata del palazzo di giustizia. Come per la scorsa udienza, per il processo Ruby, sono state sistemate le transenne lungo tutta via Freguglia, ed è ingente lo schieramento delle forze dell’ordine. Ma l’esiguo numero dei supporter del premier, non è stata data alcuna autorizzazione per una eventuale manifestazione, lascia pensare che questa volta non ci sarà il consueto "bagno di folla" che ha caratterizzato la presenza del presidente del consiglio le ultime due volte in tribunale a Milano. I manifestanti innalzano un paio di cartelli e hanno sistemato uno striscione su una transenna che recita "Silvio siamo con te", firmato da Promotori della Libertà. È scomparso, intanto, anche il gazebo che era stato sistemato da oltre un mese su corso di Porta Vittoria, davanti all’entrata principale del palazzo di giustizia di Milano. Folta, come al solito, la presenza di giornalisti, operatori e fotoreporter.