Mediobanca, Coppola raddoppia: ha il 4,3%

Passate di mano 6,5 milioni di azioni contro una media mensile di 3,8

Pierluigi Bonora

da Milano

Mediobanca è sempre più nel mirino degli immobiliaristi. Danilo Coppola è diventato il primo azionista industriale italiano della banca d’affari milanese, più o meno sugli stessi livelli del bretone Vincent Bollorè. Il gruppo che fa capo all’immobiliarista romano ha raddoppiato la sua partecipazione dal 2,1 al 4,3%, con l’obiettivo di salire fino al 5 per cento. «L’operazione - precisa una nota della società - rientra in una strategia di diversificazione e rappresenta un investimento strategico di lungo periodo in una realtà ritenuta particolarmente interessante per le potenzialità di crescita e le partecipazioni detenute».
Oltre a Coppola a essersi seduto nel salotto buono della finanza milanese è stato di recente un altro re del mattone, Luigi Zunino, che attraverso Tradim (1,375%) e Domus Fin (0,635%), detiene il 2,010 per cento dell’istituto. E anche Zunino, come Coppola, non ha nascosto l’intenzione di arrotondare la partecipazione fino a sfiorare il 5 per cento. Il mese scorso ha invece deciso di uscire da Piazzetta Cuccia l’altro immobiliarista, Giuseppe Statuto. Tra Coppola e Zunino, comunque, non sarebbe all’orizzonte un fronte comune. Entrambi avrebbero scelto di puntare su Mediobanca in modo autonomo. In particolare, Zunino aveva definito la quota in Mediobanca «un investimento stabile, nella fiducia per il management e la convinzione che ci sia spazio per ulteriori apprezzamenti del titolo».
La mossa di Coppola non era inaspettata ed è certo che parte dell’investimento nella diversificazione proviene dalla plusvalenza di 230 milioni ottenuta con la recente cessione della quota in Bnl. Già da alcune settimane l’immobiliarista romano aveva definito l’istituto di Piazzetta Cuccia come la società di maggior appeal sul mercato. E ieri, quando si è avuto sentore che la quota del gruppo potesse aumentare, la Borsa ha reagito positivamente: il titolo della banca d’affari ha fatto un balzo del 4,4% attestandosi al prezzo di riferimento di 16,45 euro. A passare di mano sono state oltre 6,5 milioni di azioni, pari allo 0,8% del capitale sociale e contro una media dell’ultimo mese di poco superiore ai 3,8 milioni di pezzi. A condizionare la giornata a Piazza Affari è stata anche la dichiarazione di Tarak Ben Ammar, capofila del patto di sindacato di Rcs (Mediobanca ne fa parte con il 14,209%), il quale ha ribadito la lealtà dei soci francesi rispetto allo zoccolo duro che controlla circa il 55% di Piazzetta Cuccia. Ma quali sono le reali intenzioni di Coppola nei confronti di Mediobanca? E dove può arrivare l’azione degli immobiliaristi?
All’apparenza la Galassia del Nord, almeno sul fronte di Mediobanca, appare solida. La cordata di banche, imprenditori italiani e soci francesi che costituisce il patto di sindacato ha in portafoglio circa il 55% di Piazzetta Cuccia. E le affermazioni di Ben Ammar, giunte nel giorno in cui Coppola ha raddoppiato la quota, sono servite a rassicurare gli altri aderenti sulla tenuta del patto. Il gruppo Coppola, oltre a possedere il 4,3% di Mediobanca, controlla al 74,5% Ipi, società quotata a Milano e attiva nel settore immobiliare dal 1970, nonché il 2% in Banca Intermobiliare, l’1,5% in Antonveneta e il 5% nell’Associazione sportiva Roma.