La memoria d’elefante dell’archivio web

Internet non dimentica. Ricordatevi di ricordarlo. Perché sul web ogni informazione è preziosa. Lo è per chi la cerca, ma anche e soprattutto per chi la custodisce nei suoi archivi. Ogni giorno milioni di internauti si servono dei principali motori di ricerca - Yahoo, Microsoft, Google e, specie in Italia, Altavista, Virgilio, Arianna - per soddisfare le proprie curiosità, per trovare informazioni, per orientare i propri gusti o solo per solleticarli e soddisfarli.
La caccia a un nome, un luogo o un oggetto è già di per sé il segno di un interesse. Che si digiti il marchio di un telefonino o quello di uno stilista, un tema che ci sta a cuore o un altro che ignoriamo, be’ in quel clic è contenuta un’informazione che spiega dove stiamo andando, cosa cerchiamo, quello che ci incuriosisce e quanto ci incuriosisce.
I gusti del grande popolo della Rete sono insieme lo spaccato di un pezzo di mondo, materia buona per un’analisi sociologica, ma anche la merce preziosa di chi sugli orientamenti della gente, specie del folto universo Internet, fa business.
Marissa Mayer, responsabile della sezione Search Products and User Experience di Google, sostiene che il motore di ricerca era riuscito a predire nel 2004 la vittoria di Bush su Kerry. «Anche quando i sondaggi parlavano di testa a testa fra i due candidati, noi sapevamo che le ricerche su Bush erano sempre più numerose e che era lui il personaggio di maggiore interesse», ha spiegato qualche giorno fa al quotidiano britannico Guardian. Insomma, se ci si fida del sistema, anche le elezioni per la presidenza degli Stati Uniti, entrate ora nella prima fase, quella delle primarie, hanno un verdetto già scritto, scritto sul web, scritto sui clic dei navigatori, su una tastiera che riporta pensieri, dubbi, curiosità e interessi di chi la usa. Hillary batterà Obama, dice Google. E se sarà vero staremo a vedere.
Intanto però Google si è ingegnato e ha cominciato a diffondere con Google Trends i dati di alcune delle ricerche più diffuse. Un archivio che mostra gusti e interessi Paese per Paese e che ci racconta di un’Italia che cerca forsennatamente di saperne di più su Carla Bruni, quando si scopre che l’ex modella ha una love story col presidente francese Nicolas Sarkozy. Un archivio che scava persino più a fondo e ci dice che a Milano la parola più digitata è «cinema», a Napoli è «sport», a Firenze è «mostre» e a Bergamo «gossip». Vi sembra un Grande Fratello? È il grande archivio della Rete.