Memorie e diari di viaggi di un architetto milanese

I resoconti di viaggi e la pubblicazione del diario dell’architetto
milanese Luigi Broggi offre un documento prezioso per la ricostruzione del formarsi di quella cultura
poliedrica nella quale la Lombardia ha giocato un ruolo centrale nel
contesto nazionale ed Europeo

Milano - I resoconti di viaggi e la pubblicazione del diario dell’architetto milanese Luigi Broggi (1851-1926) offre un documento di notevole importanza per la ricostruzione del formarsi di quella cultura poliedrica nella quale la Lmbardia ha giocato un ruolo centrale nel contesto nazionale ed Europeo. La parabola umana e professionale di Broggi fornisce un esempio importante per l’analisi di numerosi aspetti della fisionomia complessa del professionismo milanese e lombardo tra Otto e Novecento, come la formazione universitaria e l’apprendistato professionale, i profili e le competenze che le professioni andarono assumendo nell’età dello sviluppo manifatturiero e industriale, i nessi tra professioni, politica e società.

Il volume fresco di stampa dal titolo «Luigi Broggi. Memorie e diari di viaggio di un architetto milanese edito ad Skira (pag.432, Euro 35,00) a cura di Maria Canella, sotto quest’ultimo profilo , la rappresentazione della realtà e del mondo milanese, porta con sé novità e originalità, proprio se si pensa al rapporto particolare tra professioni, processo risorgimentale e «nation building», declinatosi nell’apparenza allo schieramento democratico, quanto a quello liberale e moderato mosso da una pragmatica inclinazione riformatrice.

Con questo testo completo, una vera e propria biografia critica, la pubblicazione del diario e dei resoconti dell’architetto Broggi (1851-1826) è un documento notevole per il formarsi della cultura politecnica nella quale la lombardia ha sempre giocato un ruolo centrale nel contesto nazionale europeo. La parabola umana e professionale di Broggi è nota a pochi nonostante tutto il suo pensiero si è mosso nel periodo dell’eclettismo, un periodo fertile per la letteratura e tutte le arti in generale, un momento cruciale storico per la vita di Milano, specie tra il 1860 e 1920. Il capoluogo lombardo è stato a cavallo tra i due secoli la capitale dell’industria e della finanaza fiorente come non mai, grazie anche alla costruzione del volto nuovo della città: le architetture di Beltrami, Boito e Broggi disegnate da Franzi (in catalogo) con scritti di Briganti, Catella, Meriggi hanno creato identità e autonomia alla Lombardia. Un volume per il quale si sono adoperati diversi enti come il Comune, la Regione, City Life, IniCredit, la Camera di Commercio di Milano, il Poldi Pezzoli, il Touring Club, Rivolta, ATM, IDM, Family e Staff Biff., pubblicato nell’interesse nazionale del MIUR a cura del dipartimento di scienze della storia e della documetazione dell’Università degli Studi di Milano.

Broggi era erede della tradizione borghese di impronta tecnica del padre, capo dell’ufficio incisione della Zecca e artistica da parte della madre figlia di un decoratore e circondata da una famiglia di artisti. Dopo avere frequentato l’Istituto Stampa e il Liceo Parini, si iscrisse nel 1870 come allievo ingegnere al corso biennale dell’Istituto Tecnico Superiore, qui divenne amico dei pittori Conconi e Cremona, Ranzoni, Grosso, Mariani; scultori come Grandi, Monteverde, Castiglioni e degli «scapigliati» letterari come Praga e Rovani. Con il passaggio alla Scuola d’Architettura tra il 1873 e il 1875 e all’insegnamento di Boito, Broggi consapevole della lezione del suo maestro condivise gli ideale dell’Accademia di Belle Arti: in Cattaneo come in Boito lo stile è stato vettore di etica educativa e di internazionalità. Lo troviamo sulle pagine del Politecnico con Sacchi, Pestagalli e Paravicini. Il suo contributo collimò con il Piano Beruto che cambiò radicalmente urbanisticamente la città. Il suo impegno per il Castello Sforzesco, i nuovi quartieri, i villaggi a Crespi d’Adda, Dalmine, Falck, Breda, Bicocca e Marelli fino al 1922. L’impianto della città radiocentrica e gerarchica «nella versione più autentica della città fascista», si traduce nell’espropriazione della periferia, destinata a residenza piccolo e medio borghese e l’esplusione della classe operaia nei «villaggi modello». La sua edilizia ispirata al neo-romantico trova la sua realizzazione nel Cordusio con Luca Beltrami, con lo sventramento di via Dante e le case di Foro Bonaparte e Jacini. Nel 1903 costruì i Magazzini Tommaso Grossi e i Magazzini Contratti ispirandosi a quelli belgie francesi. I «revival» furono un suo specifico. I suoi diari sono un’abilità di gusto e di letteratura nonchè una prova di una seria conoscenza geografica della nostra regione e non soltanto. «La mamma ci educava il cuore..» queste erano le pagine più intime come quelle del suo matrimonio, dei figli e amici. Negli ultimi decenni in Italia la storia delle professioni ha ampliamente ridotto il ritardo che separava i risultati della più importante produzione scientifica internazionale, come testimoniano importanti studi, convegni e la creazione di centri di ricerca ad approfondire aspetti rilevanti della storia delle professioni a cavallo tra età moderna e contemporanea. Tuttavia lo sforzo storiograficoproceda, rimangono ancora indefinite alcune questioni legate agli archivi pubblici e ai fondi familiari, nonchè al diritto di potervi accedere.