Mercante, pittore e critico: in mostra tutta la vita di Grubicy

Il Divisionismo dell’800 nei quadri dei giovani scoperti dal gallerista milanese

Luca Moriconi

Un mercante, un pittore e un critico d’arte: in due parole Vittore Grubicy. Per la prima volta Milano dedica un’intera mostra a uno dei personaggi più importanti (artista, critico e mercante) per l’evoluzione dell’arte italiana, in particolare del Divisionismo, corrente pittorica che si affermò in Europa a cavallo tra ottocento e novecento.
Grubicy nasce nella città meneghina il 19 ottobre 1851 e il suo primo contatto con l’arte avviene prestissimo: già a 19 anni Vittore è a Londra come mediatore della galleria d’arte «Pedro Nessi Quadri Antichi e Moderni». È il suo primo approccio con il grande mercato dell’arte contemporanea che si divide tra la capitale inglese, Parigi e l’Aia-Amsterdam. Quando torna a Milano diventa socio della galleria d’arte e da lì comincia la sua avventura di talent scout dell’arte italiana. Il suo sogno? Far conoscere il tocco italiano in Europa, imponendo giovani nostrani che faticavano ancora a farsi strada. Intreccia relazioni con gli alti livelli del mercato e divenne amico dei più conosciuti pittori olandesi, i mastri della cosiddetta «Scuola dell’Aia», grazie ai quali inizia anche lui a dipingere. È il 1885. Nel frattempo inizia anche la carriera di critico. Quando rientra a Milano decide che è venuto il momento di fare qualcosa di grande, qualcosa di importante che permetta ai giovani artisti della sua «scuderia» di emergere definitivamente: nel 1888 mette a segno il grande colpo, presentando a Londra, in occasione di «The Italian exhibition» - la grande manifestazione dedicata alla cultura, all’industria, alla tecnologia e alla produzione italiana - la «Alberto Gribicy’s picture gallery». Cinquantaquattro opere di «emergenti» come Giovanni Segantini, Angelo Morbelli, Attilio Pusterla, Achille Tominetti, Giuseppe Giani. Per non apparire insieme come critico e promotore di giovani talenti, sceglie il nome del fratello minore per titolare la sua esposizione.
Oggi la mostra «Vittore Grubicy e l'Europa. Alle radici del Divisionismo» - inaugurata ieri al Museo dell'Ottocento nella Villa Belgiojoso Bonaparte - mette insieme il Grubicy mercante, con le opere dei pittori da lui scoperti e presentati a Londra, e il Grubicy artista, con le opere che il pittore milanese donò alla Civiche Raccolte d’Arte della sua città quando morì il 4 agosto del 1920 nella sua casa di Porta Vittoria. La mostra si snoda tra il museo di Milano, la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino e, in autunno, il Mart di Rovereto.
A Milano, tra le opere della «London Exhibition», si segnala Giovanni Segantini, che aveva già vinto nel 1883 la medaglia d'oro all'esposizione internazionale di Amsterdam e che sarebbe divenuto il maggiore esponente del Divisionismo. Di lui sono ora esposti capolavori come «L'angelo della vita», «Ritorno al paese natìo», «L'amore alla fonte dalla vita». C’è poi Angelo Morbelli, con un suggestivo dipinto della stazione centrale di Milano e il malinconico «Giorni ultimi», dedicato agli ospiti di una casa di riposo milanese. Sono anche presentati dipinti di Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni, esponenti della Scapigliatura milanese che avevano già raggiunto notorietà internazionale e portati pure da Grubicy nella rassegna londinese. Proprio Grubicy, infatti, aveva individuato una linea di continuità tra la Scapigliatura e il successivo Divisionismo.
Tra le opere della donazione testamentaria che Grubicy fece alla Civiche Raccolte d'Arte di Milano, si ritrovano quadri da lui eseguiti, tra cui il «Ritratto di Antonietta Mola», e la sua collezione personale di dipinti e disegni di autori diversi, con capolavori come «High life» di Cremona, «La madonna dei crisantemi» di Gaetano Previati, «Mamma Antonietta» di Rapetti e il ritratto dello stesso Grubicy, eseguito da Romolo Romani. È la prima volta che questa collezione viene esposta interamente.
La mostra milanese resterà aperta fino al 15 gennaio, dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 13. L’ingresso è gratuito.