Merini e il poema della Croce

Più volte è stata candidata al Nobel per la letteratura. Se un giorno Alda Merini dovesse vincerlo - glielo auguriamo -, sarebbe bello leggere nella motivazione non solo riferimenti al suo lavoro, ma soprattutto alla dignità con cui vive e racconta i propri tormenti. Che nel Poema della Croce, trasfigurandosi in quelli della passione di Cristo, trovano la loro espressione più alta. I versi della poetessa, intrecciati in quell'opera alla musica di Giovanni Nuti, tornano in scena dopo la trionfale prima del 13 ottobre scorso, quando nel Duomo si stiparono per assistervi quattromila persone. «Non ce lo aspettavamo - dice la Merini -, è stata una rivelazione che sa di miracolo. L'orchestra è arrivata lì quasi senza provare, l'insonorizzazione della cattedrale è stata una faticaccia, i cavi a vista erano un pericolo per le gambe di tutti». Pure, la serata è stata memorabile. In essa si sono fusi i due pilastri su cui la poetessa regge la propria esistenza: «La fede e la poesia, di cui mi è stato fatto dono, e che sono le mie ancore di salvezza. Il manicomio è stata una tragedia che ho potuto sopportare anche grazie a loro». Nel parlare flebile, ma mai incerto, la Merini incarna quelle sofferenze, lasciando però che si esprimano - come nel Poema - in un totale riscatto. «Il Paradiso è accessibile all'uomo - dice -. E già qui. Lo dice un poeta: «Se contemplo le cose che Dio mi ha dato, come posso non pensare al Paradiso?"». Al Filodrammatici non ci saranno 60 elementi, come in Duomo. L'organico è cameristico: sette musicisti diretti dal maestro Daniele Ferretti. Nuti, tuttavia, non teme cali di pathos. «È pura poesia, per di più recitata dalla voce della stessa autrice. Sono sicuro sarà come la prima volta. Dopotutto, lo ha detto anche monsignor Ravasi, i versi di Alda Merini sono una conchiglia ricolma degli echi dell'infinito». Prossimamente il Poema potrebbe sbarcare alla sala Nervi del Vaticano, per una Messa alla presenza del Pontefice.
Poema della Croce
teatro Filodrammatici
da martedì a domenica