Mezzo milione di viaggi della salute Ma Milano fatica ad accogliere tutti

Un flusso di 500mila persone l’anno, che non sbarca però in città per visitare fiere o musei. Sono i «pendolari della salute», un popolo di pazienti e rispettivi accompagnatori che giunge a Milano per curarsi nelle strutture ospedaliere pubbliche e private. Tra loro anche 14mila stranieri, di cui una quota considerevole (circa 8mila) proviene da Paesi extraeuropei.
A rivelarlo è una ricerca realizzata dalla Camera di commercio di Milano in collaborazione con la Fondazione Università Iulm, che mette in luce un panorama in parte nascosto e con interessanti ricadute sull'economia cittadina. È pari a 100 milioni di euro, infatti, l'indotto generato dai 280mila degenti e dai 212mila accompagnatori al seguito, in riferimento alla domanda di beni e servizi. Seppur in una diffusa ottica di contenimento delle spese, chi arriva in concomitanza di un ricovero può lasciare agli esercizi commerciali, tra pernottamenti e ristorazione, una cifra che oscilla tra i 40 e i 146 euro al giorno. In ogni caso, il profilo medio dell'accompagnatore è molto lontano da quello del classico turista. Piuttosto il tempo libero è dedicato agli acquisti in grandi magazzini o negozi di prossimità. Nell'arco dei 6 giorni - la media di permanenza dei malati negli ospedali milanesi - il 33,9 per cento di coloro che li assiste sceglie di sistemarsi a casa di amici o parenti. Secondo la statistica, si tratta delle «sacrificate»: donne di età superiore a 55 anni in arrivo dal sud e dalle isole, caratterizzate da una condotta spiccatamente parsimoniosa considerato il reddito che non supera i 20mila euro, che possono impiegare anche un'ora per raggiungere l'ospedale a bordo dei mezzi pubblici. Il 31 per cento, invece, pernotta in hotel o residence (si tratta in prevalenza dei cosiddetti «giovani coinvolti», cioè uomini di età inferiore a 44 anni, provenienti dal sud e con un reddito di almeno 50mila euro).
Quanto al giudizio sulle prestazioni ricevute, la sanità milanese sorprende in positivo le aspettative di degenti e accompagnatori, garantendo un servizio definito «d'eccellenza» dagli stessi utenti. Alcune critiche riguardano il sistema di accoglienza e di assistenza logistica al malato, ad esempio il carente servizio di trasporto del malato dall'aeroporto alla città, oltre a un'insufficiente comunicazione dei servizi offerti dalle strutture. In particolare, i cittadini chiedono cartine dettagliate e maggiore disponibilità di alloggi, a costi ragionevoli, all'interno o nelle immediate vicinanze degli ospedali. «Occorre rinnovare l'impegno per trovare risorse che consentano a chi accompagna il malato di vivere con dignità il disagio che prova - ha commentato il presidente della Camera di commercio, Carlo Sangalli -. Ciò significa costruire una rete di accoglienza che si poggi su soggetti privati e realtà del terzo settore, in modo da contrastare il "mercato nero" degli alloggi».