"La mia casa è la tua", in un film sei storie di affidi familiari

Verrà presentato giovedì 11 alle 21 al palazzo della Regione il documentario dell'associazione "Famiglie per l'accoglienza". L'ingresso è libero fino a esaurimento posti

"La mia casa è la tua". Sono sei storie di accoglienza, parlano di affidi famigliari. Raccontano com'è fatta la generosità in una delle sue espressioni più grandi: una coppia che tratta un figlio non suo come se fosse suo. Lo educa, lo ama, lo fa studiare e divertire sapendo da subito che il magico rapporto che nascerà dal primo momento ha impressa una data di scadenza. Sì perchè dei 32mila bambini italiani allontanati dalle famiglie, 16.800 sono in affido familiare, 14mila vivono nelle strutture residenziali e soltanto una piccola parte è destinata all'adozione (in genere chi non ha più i genitori). "La mia casa è la tua" è un film-documentario che riporta sei testimonianze in presa diretta, senza voci narranti, senza commenti. Sono le coppie a raccontare cosa è cambiato nella loro vita e in quella dei loro figli quando è iniziata l'avventura dell'affido. La pellicola verrà presentata giovedì 11 ore 21 al palazzo della Regione in piazza Duca D'Aosta 3, l'ingresso è libero fino a esaurimento posti. Il documentario, girato dal regista e sceneggiatore bolognese Emmanuel Exitu, si può richiedere alla sede nazionale dell'associazione "Famiglie per l'accoglienza" in via Macedonio Melloni 27 (02-70.00.61.52). Le coppie protagoniste fanno parte di quest'associazione nata a Milano 28 anni fa, una rete che abbraccia 3.500 famiglie che hanno in comune il fatto di avere o avere avuto in affido un bambino. È presente in Italia e all'estero, Svizzera, Spagna, Gran Bretagna, Irlanda, Germania, Lituania, Romania, Brasile, Argentina e Cile. Ogni anno le famiglie dell'associazione accolgono in affido 70 minori. Il film nasce per raccontare che "accogliere è bello e possibile", anche se non sempre è facile. Le testimonianze sono un invito a condividere questa esperienza "come possibile per tutti". Ci sono Antonio e Simona che, da sposati, decidono di prendere con loro la bambina che era stata affidata alla famiglia d'origine di Simona. Oggi la «bambina» ha 20 anni, vive ancora con Antonio e Simona insieme al loro figlio naturale di 13 anni. Ci sono Gioele e Rita che hanno accolto due fratelli, Simona di 8 anni e Fabrizio di 6. L'affido è durato 9 anni. Al loro arrivo in famiglia i due figli naturali della coppia avevano 27 e 24 anni. Oggi Fabrizio ha 22 anni, è tornato a vivere con Gioele e Rita dopo un periodo passato con il padre naturale. Simona vive invece con la madre naturale. Sullo schermo scorrono i momenti di vita quotidiana, si raccontano i piccoli screzi, le gelosie, i momenti di condivisione, i successi, le soddisfazioni. Tutte testimonianze di generosità.