Milano, arrestata baby gang Undici rapine in cinque mesi

Quattro ragazzi, tra i 12 e i 16 anni, si ispiravano a "Gomorra". Durante l'interrogatorio, il più piccolo ha minacciato un poliziotto: "Quando esci di qui ti sparo con un kalashikov"

Milano - Dallo schermo alla realtà. E' il primo pensiero quando si vedono le foto che avevano sul telefonino quattro ragazzi, tra i 12 e i 16 anni, arrestati e accusati di aver commesso almeno 11 violente rapine a Milano. Nelle immagini, i quattro sono ritratti a torso nudo, mentre imbracciano armi - alcune giocattolo, altre vere - proprio come fanno Marco e Ciro nel film "Gomorra". Pistole e tatuaggi esibiti con orgoglio e spavalderia anche durante le rapine, degenerate spesso anche in pesanti pestaggi con le vittime prese a testate, calci e pugni. Spavalderia che ostentano anche davanti ai poliziotti: "Quando esci di qui ti sparo con il kalashnikov" ha detto il più piccolo, mentre lo stavano interrogando nel commissariato di Quarto Oggiaro. Poi è crollato ed è scoppiato a piangere.

11 rapine in 5 mesi I ragazzi sono tutti del quartiere della periferia nord ovest della città e sono figli di pluripregiudicati. Hanno alle spalle storie di degrado familiare e abbandono scolastico fin dalle elementari. Gli investigatori sospettano che i ragazzini siano responsabili di almeno undici rapine, compiute tra agosto e dicembre, tutte in zona con la complicità di altri minorenni del quartiere che venivano reclutati di volta in volta. Il gruppo usava mazze da baseball e pistole per intimidire le vittime e quando le pistole non erano giocattolo utilizzavano dei guanti in lattice per non lasciare impronte sulle armi. Gli agenti sono arrivati ai quattro in seguito alle numerose denunce arrivate in commissariato. Il più grande, inoltre, era già noto alle forze dell'ordine, come confermano le parole della madre: "Se non aveste arrestato tutti, mio figlio continuava a fare la vedetta sotto casa e non si metteva in questi casini". Il sedicenne era infatti "regolarmente impiegato" in piazzetta Capuana per avvisare dell’eventuale arrivo degli "sbirri" i pusher del clan crotonese Carvelli, ora smantellato dalla polizia. Ora i due più grandi (16 e 15 anni) sono stati reclusi nell’istituto minorile Beccaria, gli altri due (di 12 e 13 anni) in una comunità terapeutica genovese.