La Milano di carta da sfogliare sotto l’albero

Il regalo più semplice, economico, veloce e sicuro? Il libro. Ecco qualche consiglio

Luigi Mascheroni

I libri, tra gli innumerevoli vantaggi sintetizzati con ironia in una celebre pagina di Umberto Eco - «possono essere presi in mano, anche a letto, anche in barca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano ... si leggono tenendo la testa come vogliamo noi, senza imporci la lettura fissa e tesa dello schermo di un computer...» - ne hanno anche un altro, fondamentale in questo periodo dell’anno, a pochi giorni dal Natale ormai: sono il regalo più semplice, veloce da acquistare, economico, che presenta più scelta e meno rischi di qualsiasi altro, anche delle cravatte per lui e del profumo per lei che se sbagli colore o fragranza sono guai. Con un libro, è noto, si va sul sicuro.
Già, ma che libro? Romanzi? Saggi? Libri d’arte? Poesia? Storia? Un classico? Una curiosità? In fondo, scegliere non è difficile. Un libro non è un maglione che se è stretto finisce in fondo all’armadio. Un libro nasconde qualità inaspettate: se non lo si legge oggi lo si leggerà quest’estate, o tra dieci anni; se non lo legge la persona a cui lo donate lo leggerà la moglie, o il marito, o i figli chissà. Il libro, se è un buon libro, è eterno. Non passa di moda e prima o poi finirà con l’incontrare il suo lettore. È un compagno silenzioso e paziente che come gli amici migliori saprà essere utile proprio quando ce n’è bisogno. E poi, come già sentenziò a suo tempo Plinio il Vecchio, «Non c’è libro tanto brutto che in qualche sua parte non possa giovare». Come si vede, i rischi di sbagliare regalo con un libro sono quasi nulli: anche dimenticati a prendere tempo su uno scaffale fanno sempre una bella figura, e la fanno fare a chi li possiede.
Comunque, per passare al concreto, azzardiamo in questa pagina qualche suggerimento: libri di poesia, di narrativa, di storia antica e recente, di arte... Tutti titoli, naturalmente, «milanesi»: o per l’argomento o per l’autore. In più, qualche curiosità più curiosa delle altre. Libri - come dire? - da intenditori per intenditori. Ad esempio, in questo anno «buzzatiano», in un diluvio di riedizioni e novità - l’Album Buzzati uscito da Mondadori per esempio - di iniziative e di mostre (bellissima quella alla Rotonda della Besana, aperta fino al 28 gennaio, il cui catalogo Electa-Mondadori è già un regalo perfetto), vale la pena segnalare due titoli «non per tutti»: un Buzzati alla Scala di Vittoria Crespi Morbio (pubblicato da Allemandi, pagg. 84, euro 10, con splendide illustrazioni a colori) sui lavori che lo scrittore realizzò per il teatro milanese - le scenografie di un’opera e due balletti, tra cui Jeu de cartes di Igor Stravinskij -: scene, disegni e figurini nei quali l’autore trasporta tutto il suo immaginario fantastico; e poi il volume Dino Buzzati, l’alpinista di Maurizio Trevisan (Istituto Editoriali e Poligrafici, pagg. 116, euro 24) che racconta la passione profonda dello scrittore-giornalista per la montagna.
E per stare in ambito «naturale», una preziosità è il libro ristampato dalla casa editrice milanese Il Polifilo Fra il verde dei giardini milanesi, scritto da Otto Cima nel 1925 con 26 tavole a colori di Giannino Grossi, uno dei più noti ritrattisti della Milano dell’epoca. Il libro, sparito presto dalla circolazione, oggi lo si può regalare, con le stesse illustrazioni, a 25 euro: una passeggiata tra il verde intessuta di ricordi, memorie e aneddoti, dal giardino Melzi ai glicini di casa Silvestri. Infine, tre racconti di grandi penne lombarde: un inedito romanzo fiabesco di Piero Chiara scritto nel 1940 e fino a oggi del tutto sconosciuto (si intitola Monte Solitario e lo pubblica Alberti libraio editore per la cura dello specialista Mauro Novelli); il celebre reportage del «re degli inviati speciali», Luigi Barzini senior, che nel 1907 per conto del Corriere della Sera percorse in 60 giorni oltre 15mila chilometri da Pechino a Parigi a bordo dell’«Itala» del principe Scipione Borghese: il suo La metà del mondo vista da un’automobile, uscito nel 1908, è oggi riproposto dalle edizioni del Touring Club (pagg. 416, euro 15); e infine un altro reportage d’autore, ossia il viaggio a San Pietroburgo di uno scrittore-cronista milanese, Armando Torno, «alla ricerca dell’anima di un illuminista»: s’intitola La Biblioteca di Voltaire, è stampato da uno degli editori più eleganti di Milano, Franco Sciardelli (costa 18 euro e lo trovate ad esempio nella libreria Milano Libri, in via Verdi, accanto alla Scala), e racconta la prima visita di un giornalista occidentale alla biblioteca personale del grande filosofo (oltre 6mila volumi appuntati, sottolineati, commentati) che dopo lunghe vicissitudini è stata recentemente raccolta nei sotterranei della Biblioteca nazionale russa nella capitale degli zar. Appunto: una storia di libri.