Milano cattolica nel segno della tradizione

È lungo l’elenco dei personaggi, sacerdoti o laici, ma anche delle istituzioni che hanno segnato il percorso spirituale della città

«Dio, tu sei nel silenzio, tu sei lo stesso silenzio. E invece noi parliamo, parliamo... Ti abbiamo sempre sulle labbra, mentre il tuo santuario è il cuore dell'uomo». Milano non ha dimenticato padre Davide Maria Turoldo. In molti andavano ad ascoltarlo a San Carlo, a San Fedele, in Duomo, e nella sua voce possente, nelle sue vibranti parole il pubblico avvertiva con commozione le note di una fede profonda e sofferta. Assieme a lui, numerosi cattolici vissuti a Milano, sacerdoti e laici, hanno dato un essenziale apporto nel campo della cultura religiosa, un aspetto che si accompagna allo spirito di solidarietà, di generosità e di carità cristiana, che ha sempre contraddistinto la nostra città. Basta pensare - limitandoci al passato - a Don Gnocchi, con i suoi «mutilatini», e al dottor Candia, l'industriale che si dedicò ai poveri del Brasile creando lebbrosari ed ospedali.
L'elenco delle istituzioni e dei personaggi, che hanno segnato il percorso spirituale di Milano, è lungo. Dall'Università Cattolica, fondata da padre Gemelli, a collegi prestigiosi - il San Carlo, il Leone XII, il Gonzaga -; dalle case editrici, grandi o piccole - la San Paolo, le edizioni Paoline, la Jaca Book, l'Ancora, Massimo, Vita e Pensiero -, ai quotidiani e periodici - Avvenire, Famiglia Cristiana, Jesus -; dal Centro culturale San Fedele, alla prestigiosa Biblioteca-Pinacoteca Ambrosiana diretta da Monsignor Ravasi, illustre biblista e saggista di vastissima cultura. Alle strutture si affiancano figure amate per l'umanità oltre che per la statura culturale: tra questi i cardinali Giovanni Battista Montini (poi Papa Paolo VI), Carlo Maria Martini, arcivescovo della città dal 1980 al 2002, e il suo successore il Cardinale Dionigi Tettamanti, Carlo Bo, senatore a vita e Rettore di Urbino, lo scrittore Giovanni Testori, Piero Gheddo, missionario giornalista del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) e Don Giussani, una presenza rilevante per Milano, oltre che sotto l'aspetto politico e sociale anche su quello religioso.
«A quelli da lei citati - dice Gianfranco Ravasi che ha conosciuto un po' tutto il mondo della cultura milanese - vorrei aggiungere, pensando al registro del passato, un mio carissimo amico: lo scrittore Luigi Santucci, emblema stesso della milanesità cattolica, uno dei grandi eredi della tradizione manzoniana e Giuseppe Lazzati, rettore dell'Università Cattolica, figura grandissima, un uomo dalla concezione cristiana rigorosa e di spiccata umanità, punto di riferimento di tutta la cultura cattolica. Il filo di un cattolicesimo abbastanza vivace nella nostra città si trova poi in scrittori come Raffaele Crovi, un cattolico un po' anticonformista, Ferruccio Parazzoli, autore fine, che ha scavato il mondo, per esempio ecclesiastico, per farlo conoscere, Luca Doninelli, persona di notevole profondità spirituale e dallo stile raffinato. Non possiamo inoltre dimenticare Tommaso Gallarati Scotti, che ha avuto corrispondenti da tutto il mondo e con tutta l'intelligenza italiana nel periodo drammatico per un cristiano del modernismo e dell'antimodernismo, e - ma l'elenco potrebbe essere ampliato - don Primo Mazzolari, un grande sacerdote, “la tromba dello Spirito Santo nella pianura lombarda”, com'era chiamato. Nomi che testimoniano come la tradizione cattolica milanese non sia gretta, integralista, ma fremente, aperta, vivace».
In che modo - chiediamo - risponde Milano alla presenza di una cultura religiosa così qualificata? La domanda si richiama all'atmosfera dei nostri giorni, un clima d'indifferenza, di un'apatia diffusa verso ogni tipo di valori. Non diciamo una novità se affermiamo che la Milano di Padre Turoldo non esiste più. «È innegabile - commenta Monsignor Ravasi - che da una parte esiste una situazione di grigiore, di pesantezza, di fatica che si sperimenta però maggiormente nelle altre culture religiose. Tuttavia sussistono numerosi fermenti. La diocesi di Milano - il suo annuario contiene oltre mille pagine - offre una serie di presenze molteplici di tipo culturale che sicuramente incidono nel tessuto sociale, ramificandosi in diverse dimensioni a partire dal dialogo interreligioso ed ecumenico. Sono stimoli, presenze attive e feconde che testimoniano i segni di uno spiccato interesse religioso. In qualsiasi ambito in cui mi trovo a parlare, trovo un pubblico vasto, disposto anche a stare in piedi per lungo tempo. Penso ad una sera gelida a Milano, in una strada deserta di periferia, eppure la sala era piena...»
Una nota di fiducia che ha trovato, del resto, conferma, per fare un esempio, nel successo ottenuto dalle letture pubbliche della Bibbia e della Divina Commedia. Malgrado, dunque, i pesanti problemi, soprattutto sociali, e le difficoltà della vita quotidiana, Milano offre valide sollecitazioni intellettuali per chi vuole trovare momenti, luoghi e persone che lo aiutino a riflettere, a scoprire (o riscoprire) dimensioni spirituali per ottenere un riscatto di fronte allo squallore e alla volgarità dei nostri tempi.