Milano diventa un museo, nel segno di Manzoni

Un percorso di arte pubblica per le strade di Milano: è l’opera di Bros, graffitaro milanese, che ha trasformato oggetti di arredo urbano in opere d’arte. Per l’occasione, solo oggi si potrà visitare l’atelier di Piero Manzoni, in via Fiori Chiari, cui bros si è ispirato

Piero Manzoni secondo i graffittisti. A 45 anni dalla morte, Daniele Nicolosi, in arte, o meglio, sulla strada Bros, interpreta l’opera dell’artista. Attraverso «Collezione pubblica. Omaggio a Piero Manzoni» Bros, che conosce bene i musei, avendo esposto, solo a Milano, a Palazzo Reale nella mostra “Arte Italiana” e al Padiglione di Arte Contemporanea in “Street art, sweet art”, la collettiva sul meglio della street art italiana, ha deciso di inventarne uno al contrario. Il pieno diventa vuoto, il privato diventa pubblico il chiuso diventa aperto: ecco allora che l’inversione di funzioni e luoghi fa sì che la città diventi un museo a cielo aperto. Perché il concetto sia chiaro Bros ha dotato il museo invisibile di ingressi - le uscite della metropolitana - e addirittura di zerbini, per porte di ingresso virtuali. Le opere? Treecento pezzi “d’arredo urbano d’artista”. Due le strade per trovarle: camminare a zonzo per Milano tenendo gli occhi ben aperti, oppure recarsi oggi, e solo oggi, all’ex studio di Piero Manzoni, attualmente di proprietà dell’ex cantante lirico Giuseppe Zecchillo in via Fiori Chiari, a Brera, dove Manzoni conobbe Lucio Fontana. L’atelier dell’artista si trasforma in un punto informazioni dove richiedere la mappa e il percorso dove poter ritrovare le opere d’arte. L’asfalto diventa così, nella visione di Bros la “base magica” - così si chiamavano i piedistalli creati da Manzoni nel 1961 che trasformavano in opera d’arte chi vi salisse sopra - che compie la metamorfosi. Il palo diventa un “monumento al tubo”, il muro diventa un monumento di se stesso, l’albero si trasforma in “monumento alla natura”. Basta mettete una targa e voilà l’erba diventa un monumento all’erba, il tombino si trasforma in un opera d’arte, così come il traffico. A prima vista può sembrare banale , ma non lo è: dietro l’operazione dadaista si nascondono infatti sottili giochi di parole; il monumento al tubo (al palo) ha un doppio senso, il monumento al “danno e alla beffa” fa assurgere a opera d’arte l’Ecopass, il provvedimento antismog. Da piazza Duomo alla stazione Centrale, da Cadorna a Lanza, da Cordusio a Loreto e così via basta aguzzare la vista e il percorso libero nel museo all’aria aperta è compiuto. E se l’evento di oggi, infatti, è l’apertura eccezionale dell’atelier di Piero Manzoni, le opere d’arte di arredo urbano, al contrario, hanno durata illimitata, se riusciranno a sopravvivere a intemperie, vandalismi, e all’appropriazione di un pezzetto di arte pubblica da parte di qualche cittadino egoista.