Milano nella morsa delle baby gang Delitti record di giovani immigrati

Fra i minori il 53% dei reati è commesso da stranieri. Romene le bande criminali più pericolose: 1128 denunce. Finisce davanti ai giudici solo il 42% dei casi. Per lo più furti, lesioni, spaccio e ricettazione

Il 44 per cento dei delitti commessi da minorenni in Lombardia è opera di immigrati. Una cifra che nella provincia di Milano sale al 53 per cento. È quanto emerge dall’ultima ricerca Istat sulle denunce alle procure dei tribunali per minori. A livello regionale significa ben 2.431 reati compiuti da extracomunitari su 5.522, 1.484 su 2.798 per quanto riguarda Milano. Un dato preoccupante, se si pensa che la maggior parte degli stranieri under 18 denunciati sono nati in Italia e sono dunque immigrati di seconda generazione, quelli che dovrebbero avere più possibilità di integrarsi. Eppure, le statistiche fornite dai tribunali per i minorenni rivelano che in percentuale delinquono più o meno come i genitori.
Dalle cifre relative al 2006 (le più recenti disponibili), risulta che i baby criminali che commettono più reati in Lombardia sono i romeni, con ben 1.128 denunce, pari esattamente a una su cinque. Seguono Marocco (359), Albania (128), Croazia (95), Serbia (82), Ecuador (48), Bosnia-Erzegovina (46), Perù (35) e Tunisia (20), a cui si devono aggiungere ben 1.049 delitti dei senza fissa dimora, per lo più rom, a prescindere dalla nazione di provenienza. Confrontando i dati assoluti, emerge che la Lombardia è la regione con il maggior numero di reati totali commessi da minori, ampiamente al di sopra del Lazio (4.266) e della Sicilia (4.397) e pari alla somma di Campania (3.272) e Calabria (1.353), dove la malavita organizzata è un fenomeno molto più radicato. Mentre la provincia di Milano, con 2.798 casi, è seconda solo a Roma (3.494) e leggermente sopra all’intera Puglia (2.715).
Ma il fenomeno più inquietante è l’incremento esponenziale dei delitti commessi da under 14, cresciuti del 64,3 per cento in tre anni passando dai 667 del 2003 ai 1.096 del 2006, di cui 628 (il 57,3 per cento) per opera di immigrati. La dimostrazione che le baby gang spingono i ragazzini a delinquere in età sempre più precoce, già nel periodo delle scuole medie. Anche se la propensione per il crimine cresce con l’età, con 692 denunce a carico di 14enni, 955 di 15enni, 1.332 di 16enni e 1.447 di 17enni.
I reati più frequenti per i minori restano i furti, con ben 2.128 casi, seguiti da lesioni (471), danni a cose (451), spaccio di droga (446) e ricettazione (412). Ma si registrano anche delitti gravi come violenze sessuali, ben 125 in un anno, rapine (280) e addirittura due omicidi volontari, consumati entrambi a Milano da parte di immigrati (su quattro avvenuti nell'intero Nord Italia). La ricerca dell’Istat permette anche di osservare come prosegue il percorso processuale dopo la denuncia. Anche per il fatto che i minori di 14 anni non sono penalmente imputabili, soltanto 2.455 denunciati, il 42,7 per cento dei casi, finisce davanti al giudice (a prescindere poi dall’esito del processo). Tutti gli altri si fermano prima per motivazioni che vanno dalla non imputabilità (903), all’improcedibilità (868) e all’irrilevanza del reato (538). Messi in libertà senza neanche avere visto prima in faccia il magistrato.