Milano rilancia la sfida del libro «in digitale»

S embrava il fenomeno editoriale del secolo: in pochi anni si rivelò un (mezzo flop. La scarsa funzionalità dei dispositivi, la debole protezione dei diritti d’autore, l’imperversare della «guerra degli mp3» e, soprattutto, l’imbattibile praticità del libro tradizionale smorzarono gli iniziali entusiasmi. Tanto che molti editori italiani abbandonarono l’ambizioso progetto.
Eppure oggi, a circa dieci anni dalla nascita, Milano è pronta a riscommettere sull’e-book. Ad accogliere la sfida è l’Associazione Italiana Editori, che per due giorni, domani e mercoledì, nella sede di corso di Porta Romana ospiterà il primo corso dedicato al libro digitale: «E-book: il mercato, i device e gli standard di produzione». Un corso pratico-operativo sulle caratteristiche, i punti di forza e le problematiche di un mercato che oggi negli Stati Uniti vale qualcosa come 52,4 milioni di dollari contro i 5,7 del 2002. «Esistono diverse tipologie di e-book - spiega Cristina Mussinelli, consulente Aie per l’editoria digitale –. La più comune è il libro in formato digitale supportato da un lettore ad hoc (device). Il lettore, che costa dai 300 ai 400 euro, può ospitare oltre 100 libri elettronici e dispone di una tastiera per gli appunti e la ricerca di parole chiave. Finora le resistenze nascevano soprattutto da problemi di funzionalità: lettori ingombranti, schermi poco chiari, scarsa durata delle batterie». Problemi che oggi con i nuovi device di Sony e Amazon (il famoso Kindle 2) sono in gran parte superati. Comodi, leggeri (misurano 20 x 12 cm), più sottili di un cellulare, dotati di uno schermo nitido e leggibile, negli Stati Uniti sono ormai un fenomeno di massa. Sono oltre 240mila gli e-book disponibili per Amazon, e decine di migliaia quelli per la Sony.
In Italia – dove solo oggi arrivano i primi device – qualcosa sta iniziando a muoversi. Lo conferma il boom di iscritti al corso Aie, pensato per un’unica giornata e poi replicato per accontentare le oltre 50 richieste. Ma i dati più incoraggianti arrivano dall’editoria universitaria e professionale - da «Franco Angeli» a «Vita e pensiero», da «il Mulino» all’«Apogeo» – che, complici la crisi economica, il progresso tecnologico e lo sviluppo dell’editoria scientifica ed economica, hanno pensato di rivolgersi al digitale. Con una variante: un libro elettronico in formato pdf che si può scaricare e leggere su computer.
In testa ai sostenitori del pdf l’editore Stefano Angeli: «Per ora siamo a quota 250, ma entro la fine dell’anno, tra novità assolute e titoli già in catalogo, saliremo a un migliaio». Tra i 250 titoli consultabili sul sito www.francoangeli.it il 30 per cento è costituito da manuali professionali e il 70 per cento da studi o ricerche: da storia a psicologia, dal management al design. È per questo tipo di testi, rivolti principalmente a studenti universitari, docenti o a chi deve aggiornarsi professionalmente, che il libro elettronico mostra tutte le sue potenzialità. «L’e-book favorisce una modalità di lettura diversa. Meno riflessiva, ma più rapida e funzionale, garantendo un accesso immediato alle informazioni. Bastano pochi minuti per trovare il libro desiderato e memorizzarlo sul proprio pc». E veniamo ai prezzi: «Il risparmio per il lettore è intorno al 15-20 per cento - osserva Angeli -. Con l’e-book si abbattono i costi di carta e stampa ma si aggiungono altri fattori di spesa, dalla creazione dei file alla gestione della piattaforma digitale. Per non parlare dell’imposizione fiscale, che per l’e-book è del 20 per cento contro il quattro per cento del libro tradizionale».
E il futuro? «È illogico pensare che il digitale possa sostituire l’edizione a stampa: più adatta, per esempio, alla lettura di un romanzo. È semplicemente un’ulteriore opportunità che apre nuovi canali distributivi. La vera sfida sarà ampliare la fascia dei lettori».
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