Milano, terremoto nel Pd: lascia anche Penati

Dopo il successo di Pisapia nelle primarie a Milano, lascia l'incarico anche il capo della segreteria politica di Bersani: "Mi assumo la responsabilità". Poi dice: "Nessun cedimento ad Albertini". Veltroni: "Prima perdevamo le elezioni, ora le primarie"

Milano - Lo tsunami Pisapia si abbatte sul Pd milanese e lascia strascichi. Filippo Penati, capo della segreteria politica di Pierluigi Bersani, dopo il risultato delle primarie di Milano ha deciso di dare le dimissioni dall’incarico. In una lettera scritta al segretario nazionale del Pd ha spiegato che di fronte al risultato delle primarie "credo sia necessaria una mia assunzione di responsabilita. Proprio perché penso che la vittoria alle comunali di Milano sia più importante delle vicende personali, per questo continuerò a impegnarmi con convinzione per Milano, e perché credo che con Giuliano Pisapia si possa vincere,intendo rinunciare all’incarico di responsabile della segretaria politica che tu mi hai affidato".

La lettera Penati, nella lettera in cui rassegna le dimissioni da responsabile della segreteria di Bersani, ha difeso il gruppo dirigente milanese e ha sottolineato la necessità da parte del Pd di sostenere Pisapia. "Caro Pierluigi - inizia la lettera - desidero innanzitutto ringraziarti per la fiducia che hai voluto concedermi chiamandomi a svolgere prima il ruolo di coordinatore nazionale della tua mozione nella fase congressuale e poi quello di responsabile della tua segreteria politica. Per me si è trattato di un’esperienza straordinaria e di un grande onore, del quale ti sono profondamente grato. Io - ha spiega entrando nel merito della vicenda milanese - ho condiviso e sostenuto la scelta compiuta dalla direzione provinciale milanese di candidare Stefano Boeri alle primarie per le comunali di Milano. Di fronte al risultato della consultazione di domenica scorsa e al dibattito che ne è seguito, credo sia necessaria una mia assunzione di responsabilità".

"Nessun cedimento ad Albertini, uniti con Pisapia" "Uniti con Pisapia per sconfiggere la Moratti. Nessun cedimento ad Albertini. L’esito delle primarie è stato chiaro. Nessuno ora osi metterne in discussione il risultato. Si lavori tutti da subito per vincere le elezioni comunali a Milano". Il vicepresidente del Consiglio regionale, Filippo Penati, interviene così a proposito del risultato della consultazione di domenica scorsa. "Ho sostenuto con convinzione Stefano Boeri ma l’esito delle primarie è stato chiaro- ribadisce Penati- il candidato scelto liberamente dai cittadini è Giuliano Pisapia. Ora Pisapia è il candidato di tutti. Con lui si può e si deve vincere a Milano". "Ora però- commenta Penati- vedo che qualcuno,anche nel Pd, non vuole riconoscere il risultato, chiedendo di non sostenere Pisapia in favore del terzo polo, mentre altri animano polemiche pretestuose. Il Pd ha posto le primarie nel suo statuto e a Milano ci sono state primarie vere, che hanno visto l’impegno di personalità importanti della società milanese, a cui deve andare la nostra gratitudine. Ora non si vanifichi tutto questo nei giochi delle segreterie o per calcoli di convenienza. I democratici milanesi non si meritano questa umiliazione".

"Basta guastatori..." "Non posso non stigmatizzare - continua Penati- la posizione di chi, al riparo da uno scranno in Parlamento, nominato con criteri che spero siano superati una volta per tutte, si comporta da guastatore e, non avendo mosso un dito per le primarie, chiede vere dimissioni della dirigenza milanese". "Ha ragione Bersani - sottolinea Penati - quella di Milano è una battaglia che il centrosinistra può vincere con aperture e spirito unitario attorno a Giuliano Pisapia. Ora è necessario chiudere in fretta il pur doveroso chiarimento interno e avviare senza indugi la campagna elettorale per sconfiggere la Moratti". "Va riconfermata- conclude Penati- la fiducia al giovane gruppo dirigente milanese che ha lavorato con tenacia e passione a queste primarie. Il Pd torni in campo da subito per sconfiggere le destre a Milano".

Bersani: "Gesto che gli fa onore" "Quello di Filippo Penati è un gesto che gli fa onore, e che conferma la mia stima nei suoi confronti. Ho preso atto, della sua decisione di rinunciare ad impegni operativi a livello nazionale, e di mettersi al servizio per un rilancio del centro sinistra a Milano e in Lombardia a sostegno del giovane gruppo dirigente lombardo". Così il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, ha commentato le dimissioni. "Resta ovviamente fermo il contributo di Filippo - ha aggiunto Bersani, in una nota - agli organismi dirigenti nazionali e all’impostazione della battaglia generale del Partito democratico".

Veltroni: "Prima perdevamo le elezioni, ora le primarie" Il grido d’allarme lanciato dagli esponenti di Movimento democratico era fondato, i fatti dimostrano che i timori espressi sulla linea del Pd e sulla politica delle alleanze non erano strumentali e ora c’è da cambiare passo finché si è in tempo. Walter Veltroni riunisce i parlamentari dell’area che fa riferimento a lui, a Giuseppe Fioroni e a Paolo Gentiloni e traccia un’analisi preoccupata delle ultime settimane: le primarie di Milano, ma anche la politica delle alleanze finora troppo incentrata, per Veltroni e i suoi, sull’asse con Sel e Idv. Dispiace avere ragione - avrebbe detto Veltroni - ma quello che è avvenuto in questo periodo conferma i timori che avevamo espresso. Veltroni avrebbe poi ribadito la necessità di un governo di "responsabilità istituzionale" per "salvare il Paese", avvertendo però che se si andrà al voto il Pd non potrà ripresentarsi come fece la sinistra nel ’94, i Progressisti uniti da una parte e il centro di Segni e del Ppi che correva da solo: bisogna assumere un’iniziativa per mettere il Pd al centro del campo. Se così non accade, secondo alcuni in Movimento democratico, si rischia persino che alle primarie di un centrosinistra ridotto ai progressisti possa vincere Nichi Vendola. "Prima perdevamo le elezioni, ora anche le primarie...", è stata la battuta della riunione.