Il 2016 se ne va sulle punte La Scala brinda con la danza

La Ferri torna nella sua città con «Romeo e Giulietta» Al Carcano «La bella addormentata» per fare cin cin

Piera Anna Franini

L'anno scaligero si chiude nel segno del ballo, con Romeo e Giulietta, musiche di Prokofiev e coreografia di Kenneth MacMillan, replicato stasera e domani. Ed è proprio per lo spettacolo del 31 (alle ore 18) che torna alla Scala un'icona della danza come Alessandra Ferri. Che nel 2007 diede l'addio alle scene tornandovi, però, nel 2013, a 50 anni, con The piano upstairs da lei stessa coreografato. Da quel momento, la Ferri ha ripreso l'attività come non mai riconquistando anche le scene americane, tra l'altro, lo scorso giugno, proprio con Romeo e Giulietta di MacMillan e sempre al fianco di chi sarà Romeo anche a Milano: l'argentino Herman Cornejo. Cornejo è «Principal» dell'American Ballet, così come lo è stata per 19 anni la stessa Ferri, attiva lungo l'asse Milano-Londra-New York. Un asse dove sta seminando primati considerato che è stata la più giovane prima ballerina (a 19 anni) del Royal Ballet così come ora ne è la veterana, giusto sulla scia di Margot Fonteyn. C'è dunque attesa e curiosità per il ritorno di questa stella internazionale nata a Milano, sbocciata alla Scala e che si temeva in fase di prepensionamento. Per la verità, per Romeo e Giulietta dal 20 dicembre alla Scala, il sold out continua a farlo la coppia Roberto Bolle-Misty Copeland e a maggior ragione dopo i due sfolgoranti spettacoli di settimana scorsa. Per le recite di gennaio che li vedono di nuovo protagonisti, biglietti tutti esauriti.

Anche al Carcano va in scena un grande classico della danza come La bella addormentata su musiche di Cajkovskij e la coreografia di Marius Petipa. Domani si terranno due rappresentazioni, alle 19,30 e alle 22,45. A mezzanotte, tra il primo e il secondo atto del secondo spettacolo, si festeggerà l'arrivo del 2017 con spumante, panettone e un petit buffet. Altra replica a Capodanno alle 17. Protagonista, come da 23 anni a questa parte, il Balletto di Mosca «La Classique» fondato e diretto da Elik Melikov. Tra le file, l'étoile Nadejda Ivanova. È una compagnia indipendente, nata con il collasso sovietico che subito pensò di giocare la carta dei grandi classici di una città simbolo della danza come Mosca. Oggi nella compagnia operano 48 danzatori provenienti da ogni angolo di questo grande Paese e confinanti, da San Pietroburgo a Kiev, Odessa.

Capodanno di sapore slavo anche per le Serate Musicali... pur Off. Nella Sala Verdi del Conservatorio, dopodomani è attesa l'Orchestra del Teatro dell'Operetta di Budapest diretta da Mònika Szabò. In scena i solisti Gergely Boncsér e Timea Vermes artisti stabili della compagnia del Teatro dell'Operetta di Budapest, sul cui palcoscenico si alternano i grandi classici del repertorio dell'operetta e musical. Una compagnia molto attiva nell'export, consapevole della congenialità per un genere - l'operetta - della vecchia Europa con sguardo verso l'Est. Anche a Milano, il programma è centrato su quanto fiorì lungo il Danubio. Quindi valzer straussiani, brani tratti da operette, pagine effervescenti o d'una malinconia da piccola lacrimuccia.

I complessi della Verdi, invece, proseguono la tradizione di chiusura e apertura d'anno con l'impegnativa Nona Sinfonia di Beethoven. Sul podio di largo Mahler, come già la prima volta nel 1999, ci sarà Claus Peter Flor. Un appuntamento fisso e con largo seguito, al punto che sono state messe a disposizione varie date: oggi e domani alle 20 e domenica alle 16.

Sempre con la Nona di Beethoven la Fondazione Verdi inaugura pure la Stagione sinfonica che coincide con l'anno solare. La stazione avrà il suo secondo appuntamento già il 5 (repliche 6 e 8 gennaio) con un programma russo diretto da Jader Bignamini. Rimetterà in campo le tipiche pagine da Capodanno il 13 e 15 gennaio con un programma centrato sulle danze degli Strauss, ma anche il Concerto per violoncello e orchestra del pianista e compositore Friedrich Gulda con Andreas Brantelid solista e sul podio la direttrice musicale Zhang Xian. Dopo l'inaugurazione, Flor tornerà a fine mese per un'altra Nona Sinfonia, questa volta di Bruckner, e il Quinto Concerto di Beethoven.