"Abbatterlo? È insensato Fate pure un altro stadio ma Milano ama San Siro"

Berlusconi si dice contrario alla demolizione «È nel cuore di tutti, si usi per altre funzioni»

«Una cosa senza senso». Il parere è nettamente contrario all'ipotesi di abbattere lo stadio di San Siro. Ed è un parere che avrà un peso importante, anche perché arriva da qualcuno che conosce bene - come pochi - il mondo del calcio, il tema delle infrastrutture e anche la città di Milano, con le sue esigenze e i suoi sentimenti.

Silvio Berlusconi è contrario alla demolizione del «Meazza», e suggerisce che lo storico stadio di Milano resti in piedi, anche se con altre funzioni. «Ne costruiscano pure un altro ma lasciando San Siro con altre funzioni» ha detto ieri a Lugano, commentando l'ipotesi che possa sorgere in città un nuovo impianto, più in linea con le richieste delle società sportive.

Berlusconi oggi è patron del Monza e ieri nella cittadina svizzera ha partecipato alla presentazione della partnership fra la società brianzola e Philipp Plein, lo stilista che vestirà la squadra per le prossime tre stagioni. Ovviamente la questione San Siro presenta anche un rilevante profilo sentimentale collettivo: vale per quello che è il presidente più vincente della storia del calcio (quasi trenta trofei, fra cui 5 cinque Coppe dei Campioni-Champions) ma vale anche per i tifosi, del Milan come dell'Inter. «Come si fa - ha chiesto infatti Berlusconi - a demolire una cosa che ha fatto vibrare il cuore di nerazzurri e milanisti per decenni? E dove abbiamo conseguito così tante vittorie. Anche il cuore ha la sua parte».

Milan e Inter, con le attuali dirigenze, hanno depositato in Comune un progetto per il nuovo stadio, che - come altri impianti europei - dovrebbe contemplare spazi dedicati al fitness, allo shopping e al divertimento. Ma l'ipotesi di una demolizione del «Meazza» ha suscitato contrarietà diffuse in tutti i partiti. Il presidente della Zona 7 - quella di San Siro, Marco Bestetti - ha annunciato una mobilitazione: «Lo stadio di San Siro - ha dichiarato - è un monumento nazionale, un simbolo di Milano e dell'Italia nel mondo che non può essere cancellato con un colpo di ruspa. Il futuro dello stadio lo devono decidere i milanesi. Da settembre - ha aggiunto - con il Comitato "No demolizione di San Siro" promuoveremo una grande mobilitazione popolare per raccogliere le firme previste per un referendum cittadino».

Viste anche queste reazioni, il sindaco Beppe Sala ha pensato bene di demandare l'esame della questione al Consiglio comunale. «Avrà un ruolo importantissimo - ha detto - e dovrà dare un'indicazione». Il leader di Forza Italia e il sindaco non hanno ancora parlato della questione. «Non l'ho sentito al riguardo - ha confermato Berlusconi - È la prima volta che ne parlo». «Non sono dotato da poteri tali da potermi opporre - ha sottolineato - ma spero che il ragionamento e anche un po' di romanticismo li porti a non decidere in questa direzione».

Per il presidente del Milan, Paolo Scaroni, «a parlare era il Berlusconi sentimentale, che non può dimenticare i tanti successi ottenuti a San Siro dal suo Milan».

Comunque, un nuovo impianto può anche essere costruito. Per Berlusconi, se fosse, dovrebbe sorgere in un'area «comoda da raggiungere» e «ci sono partite - ha fatto presente - dove 60 mila spettatori la capienza prevista, ndr) non basteranno. Abbiamo avuto partite con la richiesta di 100 mila biglietti, per esempio la finale di Coppa dei Campioni».

Il tema si intreccia con quello dei Giochi olimpici invernali del 2026, assegnati all'accoppiata Milano-Cortina. Ma in realtà ciò che serve all'organizzazione è un impianto che sia in funzione, vecchio o nuovo che sia: «Sono sempre stato molto chiaro, San Siro è una cosa che riguarda l'amministrazione comunale, il sindaco e le due società di Milan e Inter - ha spiegato il presidente del Coni Giovanni Malagò - Una cosa è chiara, che nel 2026 dobbiamo avere lo stadio pronto e funzionante con determinati parametri».