Accende la luce in cucina ed esplode la casa Tre sotto le macerie: salvi

I tre abitavano in una strada dal nome assai romantico, Cascina dei Fiori, al civico 27, una vecchia costruzione a due piani alla periferia nord di Novate Milanese. Al pian terreno Claudio Edoardo Banfi di 57 anni, celibe e disoccupato, sopra gli zii Luigi e Ambrogina Saitto, 86 e 78 anni, in quella casa ormai da oltre 50 anni. L’esplosione nel cuore della notte, ricostruita in maniera approssimativa, in base al ritrovamento dei corpi, in quanto l’unico testimone, appunto Banfi, non ancora n grado di fare una ricostruzione accurata. Verso le 5.30 comunque l’uomo si sarebbe alzato e sarebbe entrato in cucina senza accorgersi che la stanza era satura di gas. L’edificio, piuttosto vecchiotto, aveva subito diverse ristrutturazioni e forse l’impianto non era in perfetta efficienza. Girato l’interruttore l’esplosione che ha scosso l’intero quartiere.
«Ho sentito un botto, mi sono affacciato alla finestra e ho visto la casa dei miei genitori completamente distrutta» racconta il figlio della coppia che avita in una costruzione a fianco. «Pensavo fosse un tuono - aggiunge Eugenio Pandini, uno dei vicini - poi ho sentito il rumore di vetri che si rompevano, sono sceso in strada e ho sentito i vicini che urlavano e chiedevano aiuto. C’era puzza di gas, abbiamo cercato di entrare ma loro erano incastrati sotto le macerie».
Per estrarli sarà infatti necessaio l’intervento dei vigili del fuoco, accorsi con una decina di mezzi, e un paio di ore di lavoro, fatto a mano e con grande attenzione per non provocare ulteriori crolli. Sopra l’ammasso di macerie infatti pendeva minacciosa il resto della casa. Il primo a essere estratto è stato il nipote, in condizioni abbastanza serie, poi i due anziani, apparsi invece quasi incolumi. «Erano in camera da letto, stavano dormendo e fortunatamente il tetto ha resistito e non gli è crollato addosso» spiega ancora il figlio. Un mezzo miracolo infatti il letto li ha protetti nella caduta e subito dopo sopra di loro si è creata come una camera che li ha protetti. Ambrogina Saitto, infatti è stata portata a Niguarda dove i medici, dopo un primo esame, hanno escluso la presenza di fatture. In discrete condizioni anche il marito Luigi, finito al San Gerardo di Monza, un po’ più grave il nipote, portato al San Raffaele. Tutti comunque in prognosi riservata, anche in relazione all’età, ma nessuno dovrebbe corre pericolo di vita.
Sgomberate infine su indicazioni dei vigili del fuoco le abitazioni confinanti per le quali il sindaco Lorenzo Guzzeloni ha già trovato posto in albergo, mentre ha firmato un’ordinanza per chiudere Cascina dei Fiori al traffico, per le ultime verifiche sulla stabilità degli edifici e per consentire ai carabinieri di svolgere tutti i necessari approfondimenti.
ES