Ad Agrate il centro Italia-Cina del commercio all'ingrosso

Con 56mila metri quadrati e 350 negozi diventa un polo chiave per i negozianti. Qui molti esercenti da via Sarpi

Lucia Galli

Agrate Brianza Da oggi la Cina sbarca anche ad Agrate Brianza: apre sulla Provinciale 141 il nuovo centro commerciale per l'ingrosso che promette di intercettare grandi volumi di scambio e liberare buona parte delle chinatown del Nord e Centro Italia da ingrosso, furgoni e carrellini no stop, rendendo migliore la vita, non solo degli abitanti italiani dei quartieri, ma anche dei lavoratori cinesi. Il Centro Ingrosso Cina di Agrate sorge sulle ceneri della fabbrica farmaceutica Uquifa, grazie alla visione del papà del «panda verde», la catena di 32 negozi Aumai del sino bresciano Chen Wen Xu, detto, con voce ormai lombarda, «il Sandro».

È lui, 40 anni, da oltre 20 nel Belpaese, ad aver pensato a questa zona strategica perché all'incrocio fra Tangenziale Est, Teem e A4 come al nuovo ombelico del commercio italo cinese. L'area è di 56mila metri quadri, con un parcheggio per oltre 600 auto. Il market dedicato al solo «wholesale», inizialmente sarà aperto 7 giorni su 7, dalle 9 alle 21 per venire incontro a grossisti, ambulanti e commercianti con partite Iva. Il progetto è divenuto, in poco più di 3 anni, realtà grazie a due banche Unicredit e Monte dei Paschi che, con un'operazione complessiva di 50 milioni, hanno creduto all'idea di un nuovo polo «che renda più razionale il flusso del commercio e più semplice, oltre che comoda, la vita del grossista cinese», spiega Beppe Chiappani, general manager del nuovo centro che non esclude che il modello Agrate possa lusingare anche grossisti italiani. Tre piani di organizzazione: al piano terra il pronto moda; al primo piano accessori, cosmetici, calzature, casalinghi, illuminazione ed elettronica. Al terzo piano servizi come bar, ristorante, estetista, parrucchiere ed, in futuro, logistica, una banca e agenzia viaggi al servizio dei grossisti che al piano interrato avranno a disposizione anche un magazzino.

I negozi in affitto, di varie metrature, a regime saranno 350 per un totale di 600 nuovi posti di lavoro. «Per ora sono un centinaio quelli che abbiamo affittato», spiega Chiappani. Oggi gli shop saranno ufficialmente inaugurati, alla presenza dell'onorevole Mariastella Gelmini, del vice presidente della Regione Fabrizio Sala, del sindaco di Agrate Brianza Ezio Colombo, del presidente della Camera di commercio italo-cinese Pierluigi Streparava e di don Mauro Radice che benedirà il grande cubo. Molti grossisti hanno scelto di aprire dopo Natale. Fra questi alcuni commercianti che proprio dalla Chinatown milanese si sono prenotati uno shop. Una speranza auspicata dai comitati di quartiere che hanno già incontrato alcuni esponenti dell'ingrosso. «Puntiamo a essere un polo di riferimento anche per il Piemonte, Padova e Prato», spiega Chiappani, ma «alleggerire» Milano è la priorità. Sul territorio di Agrate sono stati reinvestiti 13 milioni di euro in oneri di urbanizzazione che hanno portato anche al recupero di una scuola materna. Il Comune ha promesso una nuova rotonda per tagliare il semaforo della provinciale verso Carugate (già talvolta congestionata per la presenza di altre importanti realtà) e rendere più scorrevole la circolazione che in ogni caso rassicura Chiappani «per l'ingrosso cinese non coinvolgerà tir o grandi camion, ma furgoncini di media taglia».