Addio "pirati", edificio sgomberato in via Cozzi

Operazione all'alba e dopo un accenno di «resistenza», gli anarchici se ne vanno

È stato sgomberato ieri mattina l'edificio di via Cozzi 1 occupato da tre anni dagli anarchici di «Pirata Riot Club». Lo sgombero, iniziato alle 7, è stato predisposto dal Questore con un dispositivo che ha visto l'impiego di agenti di Digos, Reparto mobile della Polizia, Carabinieri, Polizia locale e personale Atm. L'immobiliare proprietaria aveva sporto denuncia e i cittadini di zona avevano presentato degli esposti. Nell'edificio, sette appartamenti su tre piani e un piano terra-seminterrato adibito a sala ricreativa. Durante lo sgombero, due occupanti sono saliti sul tetto, prima di desistere, portandosi via cinque cani e il materiale presente. All'interno della corte, utilizzata dagli occupanti per feste e rave party, sono stati rinvenuti un furgone, una roulotte e tre auto. L'operazione ha portato all'allontanamento di 14 persone. Molti le reazioni. «Grazie alle forze dell'ordine, alla polizia locale e al personale Atm - ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini - Avevamo promesso legalità e sgomberi e siamo felici di passare dalle parole ai fatti. Avanti così, a Milano e nel resto d'Italia». «Complimenti alle forze dell'ordine - ha commentato anche Gianluca Comazzi, capogruppo regionale di Forza Italia - per aver sgomberato lo stabile dove da tre anni un collettivo organizzava rave party ed eventi che disturbavano la quiete pubblica».

Per una soluzione si è molto impegnato, anche incontrando la proprietà e sollecitando Comune e questura, il consigliere comunale leghista Gabriele Abbiati: «Erano anni che lo chiedevamo - ha detto - anche perché la proprietà ha un bel progetto di riqualificazione». Di «segnale positivo» ha parlato l'assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato (Fdi). «È il secondo sgombero nel giro di un mese nei confronti di centri sociali, anarchici e no-global che pensano di poter occupare abusivamente impunemente. La speranza è che questo sia solo l'inizio - ha concluso - anche se, vista la crisi di Governo, molto probabilmente questi escomi si fermeranno». «Ora - ha dichiarato Silvia Sardone, eurodeputata leghista - è necessario continuare a lavorare per intervenire su tantissime realtà simili dove i centri sociali si sentono protetti dalla sinistra».