Le (altre) religioni a scuola Già partiti i centri islamici

Lezioni su ebraismo, buddismo, induismo e protestantesimo. La Curia: «Ci siamo» L'assessore all'Istruzione: «Non indottriniamo i bimbi, promuoviamo il dialogo»

Alberto Giannoni

Una delega di giunta per il dialogo interreligioso a qualcosa dovrà pur servire. A Palazzo Marino è servita a concepire l'iniziativa «Incontriamo le religioni del mondo». L'assessore Francesco Cappelli ha invitato infatti tutte le comunità religiose della città a entrare nelle scuole, per un progetto dedicato alla conoscenza delle fedi - le altre fedi sembra di capire: islam, buddismo, ebraismo e induismo, oltre al cristianesimo su cui c'è un piccolo «giallo».

L'iniziativa - dedicata in particolare ai segni esteriori e ai precetti alimentari delle religioni - è partita ieri con le «Marie Curie» di via Guicciardi. Nella prima fase (sperimentale) coinvolgerà altri cinque istituti, per una ventina di classi quinte. L'anno prossimo si allargherà ad altre scuole, anche medie, e a molte quarte elementari. «Non si tratta di indottrinamento - precisa l'assessore - ma di un progetto per aiutare i bimbi a costruire rispetto e dialogo». L'assessore ha coinvolto le comunità religiose della città «che sono state contente dell'iniziativa, cui io tengo molto» e Palazzo Marino si è messo al lavoro con le scuole che hanno dato la loro adesione. «Si tratta comunque - spiega Cappelli - di scuole che hanno già fatto esperienze del genere o che hanno tanti alunni stranieri». Per i centri islamici si tratta di Coordinamento dei centri islamici milanesi, Sufi e Coreis (i musulmani italiani di via Meda), poi partecipa la comunità ebraica, quella induista, i buddisti e il coordinamento delle chiese evangeliche. Si era parlato di due ore per una settimana ma l'impegno potrà essere anche maggiore, a seconda degli accordi con i singoli dirigenti. «Essendo i nostri interlocutori dei giovanissimi non si possono fare discorsi complessi - spiega Sumaya Abdel Qader, che ha seguito il progetto come responsabile culturale del Caim preparandolo con dirigenti e insegnanti - abbiamo deciso di seguire un approccio esperienziale e non dogmatico. Lo faremo attraverso racconti che permetteranno di presentare ai bambini la dimensione quotidiana dell'essere musulmano di un bambino musulmano. Racconti interattivi che in parte contribuiranno a costruire anche loro. Arricchiremo il tutto con animazioni, disegni e un laboratorio di scrittura araba». Fra le questioni sollevate dai bambini nel corso del primo incontro - racconta Sumaya - grande attenzione è stata riservata al velo integrale e al tema della diversità.

Incertezza sulla religione cattolica. Alcuni dei promotori parlano di «altre religioni», diverse dalla cattolica. Dalla Curia al contrario fanno sapere di essere della partita: «Partecipiamo all'iniziativa con un prete per diffondere i contenuti cattolici» spiega il portavoce dell'arcivescovo.

Intanto ancora il Caim rende noto che il Comune ha nominato la Commissione tecnica incaricata di valutare i progetti presentati per il bando sui luoghi di culto. La prima seduta della Commissione è fissata per il 22 aprile e definirà il procedimento che porterà all'apertura delle buste.

Commenti

Abraracourcix

Mar, 14/04/2015 - 13:36

Allora? Lasciamo che i bambini di origine musulmana abbiano come unico confornto con la loro fede natia gli imam estremisti da sottoscala? Questo secondo voi sarebbe meglio? Ma dai...

il Pungiglione

Mer, 15/04/2015 - 16:39

Ma quando impareremo a dare agli altri ciò che loro danno a noi, finiamola di dare buonismo con chi il buonismo non lo applica nemmeno in casa sua, noi li tolleriamo mentre loro ci tagliano la testa, VI SEMBRA UNO SCAMBIO EQUO? finiamola di farci comandare in casa nostra, noi a casa loro non abbiamo questi trattamenti, figuriamoci se possiamo lamentarci.

il Pungiglione

Mer, 15/04/2015 - 16:45

Con questo buonismo siamo oramai degli stranieri in casa nostra, basta anche la tolleranza ha un limite, non possiamo sempre dare, dare, dare, e ricevere critiche da chi è intollerante in casa propria.