Appello contro l'abbandono «Nei canili 4mila animali»

L'Ordine dei veterinari: un reato punito dalla legge «Soffrono e costano alla Regione 6 milioni l'anno»

Cristina Bassi

L'abbandono di un animale, oltre a essere un reato e una cattiveria, ha costi sociali altissimi. Anche per questo l'Ordine dei medici veterinari di Milano e provincia lancia un nuovo appello ai proprietari - soprattutto - di cani e gatti: non abbandonate i vostri amici a quattro zampe.

Sono circa 4mila i cani e i gatti ricoverati nei canili della Regione, tra strutture sanitarie e rifugi. Con un costo di 1.500 euro l'anno di denaro pubblico per ogni esemplare, escluse le spese di cattura e assistenza sanitaria, e un esborso totale di 6 milioni di euro. I veterinari lombardi avvertono quindi che il reato di abbandono (punito in base alla legge 189/2004) è anche una delle principali cause del randagismo, un fenomeno ancora preoccupante e che ha un forte impatto negativo sia sull'animale sia sulla città. Qualche numero. All'anagrafe regionale degli animali d'affezione sono iscritti 1.351.874 cani e 94.703 gatti. Nel giugno 2016 in Lombardia si contavano 94 strutture di ricovero (66 canili rifugio e 28 canili sanitari) per un totale di 3.446 cani. Nel 2015 sono stati ricoverati 3.206 cani. Nello stesso anno i cani accalappiati sono stati 12.357 cani (12.692 nel 2010). Di questi, 9.451 sono stati restituiti al proprietario, il 76.48 per cento del totale (nel 2010 la percentuale era del 46,9%). Mentre 4.386, il 35,5 per cento, sono stati affidati a un nuovo padrone (anche qui con un lieve miglioramento rispetto a cinque anni fa, quando erano stati il 34,3%).

Gli abbandoni in Italia, che spesso si verificano in estate o quando il pet raggiunge l'età adulta, sono circa 7mila ogni anno. Le conseguenze del randagismo sono i forti problemi causati all'animale e l'aumento dei rischi per la salute pubblica in termini di malattie trasmissibili e possibili attacchi alle persone o ad altri animali. L'Ordine dei medici veterinari chiede che siano intensificati la formazione nelle scuole e i corsi per il «patentino» sul possesso responsabile. Che si insista sull'importanza della registrazione all'anagrafe animale attraverso il microchip e che sia resa più efficiente l'interazione tra anagrafi regionali e nazionale. Infine che aumentino gli interventi di sterilizzazione e i controlli sulle strutture di ricovero. «Per il triennio 2015-2017 sono stati stanziati dalla Regione 2 milioni di euro da assegnare a progetti volti a combattere il randagismo - spiega Carla Bernasconi, presidente Ordine medici veterinari di Milano -. Il nostro auspicio è che tali fondi vengano interamente impiegati, a differenza di quanto successo nel triennio 2011-2013, quando per via di lentezze di tipo burocratico venne utilizzato solamente il 41 per cento degli oltre 6 milioni stanziati. Ai futuri possessori di animali d'affezione rivolgiamo l'invito a valutare attentamente la scelta di acquistare un cucciolo se non si è perfettamente consapevoli delle responsabilità che ciò comporta. Inoltre ricordiamo che i canili sono colmi di animali in attesa di essere affidati».