Arriva il festival lesbo e la sinistra esulta: "Un regalo e un affare"

Polemiche su sedi prestigiose concesse gratuitamente ma l'assessore alla Cultura dice: "Ci stanno aiutando"

Milano ancora capitale dell'orgoglio e della cultura omosessuale. «Stiamo facendo un regalo alla città» annuncia infatti sicura Katia Acquafredda, coordinatrice del Festival Lesbische Fuori Salone. Una rassegna con 13 eventi dal 29 settembre al 6 ottobre: proiezioni, concerti e incontri di vario tipo dedicati alla «questione di genere». E dieci luoghi, dalla Palazzina Liberty di largo marinai d'Italia, alla biblioteca Sormani al Cam Garibaldi. La maggior parte di queste location è stata concessa gratuitamente dal Comune, che ha dato anche il patrocinio. Visti i tempi di crisi e le prevedibili perplessità, l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno ha cercato di prevenire le critiche: «A chi mi dovesse chiedere perché nonostante la congiuntura economica aiutiamo il festival - ha dichiarato ieri - dico che se lo facciamo è perché il festival sta aiutando la città». Ma poi ha anche voluto sottolineare che il sostengo dell'Amministrazione comunale all'iniziativa ha anche un valore più politico, o addirittura economico: «Se a Milano si respira un'atmosfera serena su questi temi - ha riflettuto - non è solo un segno di civiltà, ma anche di un fattore di sviluppo economico, basta vedere le guide turistiche straniere, dove la sezione gayfriendly ha uno spazio importante ed è sempre in espansione».

Nonostante questa sorta di business previsto a Palazzo, l'evento ha suscitato anche rimostranze, per esempoio quelle di Massimo Girtanner, consigliere di zona 6 del Pdl, che ha criticato la decisione di concedere al Festival lo spazio dell'ex Fornace. Gli ha risposto la Acquafredda: «Tutto quello che aiuta a costruire una cultura rispettosa delle differenze non può essere considerato una vergogna». Quello che già prima di iniziare sembra un festival delle polemiche è stato presentato anche da Francesca Vecchioni, in prima linea su questo come sul tema del registro delle unioni civili: «Questo evento a carattere culturale - ha detto - è utile per sottolineare la diversità nel senso positivo del termine: la produzione culturale di una persona che ha occhi diversi dalla maggioranza non può che arricchire». Entusiasmo vero e proprio ha contagiato Anita Sonego, presidente della commissione Pari opportunità del Comune: «Sembra incredibile che senza soldi siamo riusciti a organizzare un programma pazzesco, inoltre provo una gioia immensa perché il festival è patrocinato dall'assessorato alla Cultura e non da quello alle Politiche sociali come avviene di solito per iniziative simili: questo è un riconoscimento del suo valore culturale». Da domenica inizia dunque il programma del regalo per Milano, il dettaglio è sul sito www.lesbichefuorisalone.it, alla Palazzina Liberty di largo marinai d'Italia con il concerto di Kat Frankie. Poi continua tutta la settimana, escluso il giovedì, e concentra gli appuntamenti nel week end: sabato 5 e domenica 6 ce ne sono sette in cartellone. L'ultimo, «Boston marriage» di David Mamet, chiude i sette giorni nella stessa location dell'inizio del Festival.

Commenti

ferry1

Ven, 27/09/2013 - 10:44

chi vuole organizzare festival è ora che paghi l'uso delle proprietà comunali e via a tutte le sponsorizzazioni a titolo oneroso per il cittadino.I Milanesi sono stanchi di pagare tasse per non condivise manifestazioni pseudoculturali.

Giorgio5819

Ven, 27/09/2013 - 12:06

Pensino a spendere i NOSTRI SOLDI per le mense scolastiche, gay e lesbiche si festeggino a spese loro, e si affittino i locali che gli servono. Ancora una operazione di voto di scambio della sinistra.

fabio tincati

Ven, 27/09/2013 - 16:16

che quelli del sel non fossero normali si sapeva anche prima,ma che rifilino a noi le idiozie che rifilano ai loro simpatizzanti,mi sembra esagerato!Perchè dovrei "confrontarmi"con una infelice sessualmente repressa che va con le donne,cosa dovrebbe raccontarmi?

nonnoaldo

Ven, 27/09/2013 - 18:51

"...la sezione gayfriendly ha uno spazio importante ed è sempre in espansione». Bene, per il turismo sessuale etero si va all'estero, in compenso Milano si sta dando da fare nel campo del turismo sessuale gay. D'altro canto, con un sindaco fedele seguace dell'orecchino cosa di diverso ci si può aspettare.

leserin

Ven, 27/09/2013 - 19:12

Bella schifezza!