Arriva il quartiere intelligente tutto internet e impatto zero

«Milano4You» sorgerà nel 2020 tra Segrate e Pioltello I progettisti: «Scambi di elettricità e calore tra le case»

Michelangelo Bonessa

L'edilizia prova a mettersi al passo con i tempi creando da zero la città del futuro. Quella, ad esempio, dove i servizi potranno anche essere pagati con i dati prodotti dagli abitanti. La presentazione di «Milano4», o Milano4You, è il segno che anche i costruttori hanno cambiato prospettiva: non si cerca più solo di vendere una casa, ma un ambiente abitabile. Quindi prima spazio a tutte le comodità che possono offrire le ultime tecnologie come Big Data e Internet of Things per abbattere i costi e a edificare un quartiere intelligente, poi ai mattoni.

I 300mila metri quadrati che sorgeranno tra Segrate, Vimodrone e Pioltello nel 2020 sono impostati sul futuro, ma con un occhio al passato: lo stesso nome scelto per il progetto, hanno specificato i responsabili alla presentazione di Milano4You, deriva proprio dall'idea di costruire una piccola città proprio come fu per Milano 2 e 3, ma con l'aggiunta di una nuova idea di smartcity. «Il mercato immobiliare non ha avuto un'evoluzione paragonabile a quella avvenuta in altri settori - ha spiegato Angelo Turi, amministratore di Red srl - siamo convinti che si debba parlare di crisi di un determinato prodotto immobiliare più che di crisi del mercato stesso».

Anche per questo Milano4You è un «modello replicabile», precisa il manager, che ha anche abbandonato una delle caratteristiche dell'edilizia milanese negli ultimi anni cioè la tendenza a costruire grattacieli: a Segrate i palazzi saranno alti al massimo otto piani.

Un esempio della comodità offerte dalle nuove tecnologie sono proprio i Big Data, una fonte di energia «non solo non in esaurimento, ma in perenne aumento» ha sottolineato il digital evangelist Michele Vianello: grazie al loro sfruttamento è possibile prevedere per tempo ogni servizio necessario al quartiere, riducendo i costi e aumentando l'efficienza. Un elemento non da poco visto che non si tratterà di un semplice sondaggio che deve indovinare tendenze e bisogni degli abitanti, ma dello studio di dati che le persone producono ogni giorno. E, seguendo l'esempio delle grandi aziende di oggi come Facebook o Google, i pacchetti di dati serviranno anche per essere venduti in cambio di servizi, diminuendo ulteriormente i costi di gestione e manutenzione di Milano4You.

Le stesse reti energetiche del nuovo quartiere sono state pensate con un'ottica moderna, come affermato da Niccolò Aste, docente del Politecnico che sta seguendo il progetto per conto dell'ateneo. «Da organismi pesantemente energivori, gli edifici si trasformeranno in sistemi efficienti, interattivi ed interoperabili, capaci di autoprodurre e scambiare reciprocamente elettricità e calore prodotti da fonte rinnovabile e di azzerare, o quasi, gli impatti sull'ambiente». E secondo i calcoli presentati ieri al Samsung District si parla di un'efficienza energetica per gli edifici tra l'80 e il 100 per cento.

E per capire quanto sia innovativo l'approccio di questo progetto, oltre all'adesione di partner come IBM e Samsung, sono utili le parole di Marco Sagnelli, architetto progettista di Milano4You: «È un intervento progettuale che si basa su concetti e modalità operative che rimettono in discussione addirittura anche la figura dell'architetto».