Arte fra Lombardia e Piemonte nel segno di Leonardo a Vigevano

Fino al 6 gennaio una mostra dedicata ad opere realizzate ispirandosi al Genio rinascimentale

La mostra Nel segno di Leonardo: modelli e sviluppi fra Lombardia e Piemonte, curata da Simone Ferrari e Alberto Cottino e aperta al Castello Sforzesco di Vigevano fino a lunedì 6 gennaio, è la tappa d’autunno delle iniziative che il Comune dedica al al cinquecentenario del Genio rinascimentale.

La mostra presenta al pubblico una serie di opere accuratamente selezionate che mettono in evidenza grande influenza che Leonardo ebbe nei confronti di maestri attivi tra la Lombardia e il Piemonte nei primi decenni del Cinquecento. La visione si basa su dipinti e una scultura tutti poco noti al pubblico o addirittura inediti.

Protagonista dell’esposizione è la Vergine delle Rocce ipoteticamente attribuita a Bernardino Luini e proveniente dalla parrocchiale di Affori a Milano, rappresenta un prestito eccezionale, poiché non si vedeva in una rassegna pubblica da quasi quarant’anni. La presenza nella mostra valorizza l’opera, solitamente poco visibile al pubblico a causa della sua collocazione in alto nella Chiesa. Di grande rilievo è anche la presenza di un’opera recentemente ritrovata di Cesare Magni, noto artista attivo a Vigevano, una scultura lignea rinascimentale, forse commissionata dagli Sforza, insieme ad altri importanti dipinti poco noti e studiati, un paio di opere influenzate dal modello della Madonna dei fusi e due tavolette da soffitto.

L’alta qualità della mostra è garantita anche dal prestigio degli enti prestatori, come Musei Civici di Pavia, Pinacoteca Albertina, Musei Civici di Torino e importanti collezioni private, oltre che dagli autori del catalogo, edito da Silvana Editoriale, riconosciuti nel panorama degli studi sul Rinascimento.

Castello Sforzeco di Vigevano
Orari: dal martedì al venerdì 14.00-17.30 - sabato, domenica e festivi 10.00 -18.00. Ingresso a pagamento, biglietteria presso Infopoint Castello Sforzesco

Natività di Giovan Pietro Rizzoli detto il Giampietrino. Foto di Fabio Amerio Pinacoteca Albertina