Artisti per grazia ricevuta

Un'arte povera, nel vero senso della parola. Dimenticatevi gli anni Settanta, perchè stiamo parlando di Ex Voto, genere che si fa partire nel XV secolo e che prosegue finora: l'ex voto è un ringraziamento che un singolo fedele rivolge a Dio per una grazia ricevuta, è una testimonianza che le proprie preghiere sono state ascoltate e un determinato problema si è risolto. Genere considerato nei secoli erroneamente minoritario e di poco valore, a Milano c'è chi è diventato un vero esperto di Ex Voto, fino a creare, nel 2013, la Fondazione P.G.R. (Per Grazia Ricevuta, una delle sigle, come E.V, Ex Voto, o V.F.G.A, Voto Fatto Grazia Avuta e altre, che compaiono sulle tavole degli Ex Voto).
Si tratta di Eugenio Cefis, milanese studioso e appassionato, che negli anni ha trasmesso la sua devozione, è il caso di dirlo, per gli Ex Voto a sua figlia, Cristina Cefis, che ora gestisce la Fondazione. Per quanto nel tempo la collezione dei Cefis sia cresciuta fino raggiungere l'attuale numero di 800 tavolette, ha trovato una sistemazione definitiva solo oggi, nel 2013, in Casa Manzoni, in via Morone 2, nelle sale del palazzo che ai tempi del Manzoni erano le camere da letto dei figli. Qui oggi si espone, a rotazione, di 6 mesi in 6 mesi, tutta la collezione della Fondazione P.G.R. La prima mostra si intitola «Le stanze degli ex voto» ed è una sorta di panoramica su tutta la collezione (fino all'11 aprile, martedì-venerdì, ore 9-16, Casa del Manzoni, www.casadelmanzoni.it, 02 8646 0403, www.pergraziericevute.it).
Quella degli Ex Voto era considerata un'arte povera perché spesso il bisognoso che si rivolgeva a Dio non poteva permettersi di pagare un vero artista attivo al momento per farsi fare un quadro, quindi sono piccoli lavori affidati ad artigiani o, a seconda della classe sociale del votante, più o meno elaborati. Ne esistono anche di realizzati su taglieri di legno o altri oggetti di fortuna. Per quanto le richieste di aiuto siano sempre state numerose e insistenti (per malattia, pericolo in viaggio, ma anche per animali domestici o bambini), quindi, pochi potevano o volevano spendere danaro, investire propri beni per realizzare chissà quale opera. Il dono che il graziato rivolgeva a Dio era solitamente un quadro di dimensioni ridotte che esplicava la condizione in cui il singolo si trovava, e in cui sempre comparivano anche la presenza della Madonna, di Dio e dei Santi. Quel che è certo è che ogni Ex Voto racconta una storia: come quella di Andrea Conte di Fondi, che nel 1873 realizzò un Ex Voto per ringraziare Dio di tutti i suoi tentativi di suicidio falliti uno dopo l'altro (quattro). «Oggi l'ex voto è una vera e propria specializzazione -dicono dalla Fondazione-, e necessita di studi continui e approfonditi». In Italia la maggiore frequenza di ex voto si trova in Piemonte, regione protagonista di numerose guerre a partire dall'Ottocento.