Ascensore rotto: sette disabili prigionieri in casa

Ancora disabili prigionieri di uno stabile Aler, causa la rottura degli ascensori. Dopo la vicenda di via Statuto di qualche settimana fa, con venti persone costrette agli «arresti domiciliari» per oltre 24 ore, l'altro giorno è toccato agli inquilini del palazzone di via Lope De Vega 21. Anche in questo caso telefonate, proteste, gran via vai di tecnici e solo il giorno dopo il guasto è stato riparato.
Lo stabile di Via Lope De Vega, zona Famgosta, è un enorme cubo in cemento di circa 250 appartamenti distribuito sugli otto piani del corpo centrale e sette delle due ali. Il mastodontico edificio è dotato di 14 accessi, con altrettanti scale e ascensori, però non comunicanti tra loro. Così quando giovedì verso metà pomeriggio gli inquilini dell'ala sud si sono accorti del guasto non hanno potuto utilizzare altri impianti. Un vero guaio perché molti residenti, almeno una ventina, si muovono su sedie a rotelle e anche una sola rampa di scale rappresenta un ostacolo insormontabile.
Fra di loro, al quinto piano, abita Riccardo Baldinotti, 56 anni, che di non poter arrivare in orario al suo lavoro di tecnico informatico in Regione. Su una sedia a rotelle per la distrofia muscolare, guarda però con ancora più preoccupazione ai giorni successivi. «Il 6 ottobre mi devo sposare e vorrei riuscire ad uscire di casa». L'Aler ha inviato ieri i propri tecnici scoprendo che non si era rotto l'ascensore ma il quadro elettrico che lo alimenta. Fatti uscire gli elettricisti, l'Azienda si è impegnata a risolvere il guasto in serata.
Un guaio simile era capitato il 19 agosto agli inquilini di via Statuto 17, in pieno centro. Il palazzo, che un tempo ospitava gli uffici della Marina Mercantile, si sviluppa su cinque piani serviti da due ascensori che si sono però rotti entrambi nel giro di pochi giorni. Tanto che la sera del 19 tre dei venti disabili che abitano nell'edificio furono costretti a chiamare il 113 e farsi portare a casa in spalla dagli agenti di una volante.