Asse Milano-Campania su aperture domenicali, "paletti" all'autonomia

De Luca: "Chiudere i negozi? Una bestialità Un fondo per il sud ma con delle penalità"

Quando Beppe Sala lo scorso novembre invitò il vicepremier Luigi Di Maio a «non rompere le palle a Milano» con la chiusura domenicale dei negozi, concluse la stoccata con un «fallo ad Avellino» che fece irritare il sindaco della città natale del leader M5s e quello di Benevento, Clemente Mastella. Il tema ora è diventato caldo, il progetto di legge è approdato in Commissione Attività produttive alla Camera, la linea di Milano ovviamente non è cambiata e ieri è spuntato pure l'asse con la Campania. Il governatore Vincenzo De Luca ha inaugurato ieri in piazza Fontana con il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il sindaco Sala lo «Spazio Campania», una vetrina delle eccellenze regionali. E ha chiarito ripetendo almeno sei volte la parola «aperti» la sua posizione sulla questione. «Stiamo andando verso un altro mondo - ha dichiarato -, non torniamo verso l'Ottocento, i Borboni. Ovviamente c'è un problema di tutela dei lavoratori e bisogna garantire turnazione del personale e incentivi, ma l'idea di chiudere la domenica significa chiamare Amazon e dire l'Italia ti offre la possibilità di guadagnare altri miliardi di dollari, mi pare una bestialità sinceramente».

Il leghista Fontana è convinto che la Campania «sia e debba essere sempre di più un punto di riferimento per il Paese». E De Luca ricambia definendo Milano e la Lombardia motore ed eccellenza dell'Italia. «Io - puntualizza - rappresento un altro sud e un'altra Campania, quella del rigore spartano e della correttezza amministrativa». Per questo si dice «pronto a raccogliere anche la sfida dell'«autonomia differenziata, anzi il messaggio che lanciamo oggi a Milano è importante. Il presupposto di tutto è la difesa della sacralità di un valore, l'unità nazionale su cui non ci sono margini di ambiguità, Campania e Lombardia sono convinte e solidali su questo. Poi c'è da discutere senza nessuna chiusura sull'autonomia. Il presupposto è un'operazione verità, dobbiamo far conoscere bene il riaperto delle risorse al di là del sentito dire. Scommetto che il 99% dei milanesi non sa che siamo la Regione che riceve meno nel riparto del fondo sanitario e tranne forse la Lombardia abbiamo il livello più basso di dipendenti pubblici pro capite d'Italia. Il «punto di equilibrio» per evitare che le tre regioni più avanzate, Lombardia, Veneto ed Emilia, ottengano l'autonomia e il meridione e il Meridione invece sprofondi «è garantire un fondo di solidarietà per il Sud, per consentire a chi è indietro di recuperare nel campo del Welfare e delle infrastrutture, ma introducendo un criterio di premialità e penalità. Lo Stato deve garantire un percorso di aiuto a chi dimostra di essere efficiente e capace, il sud ha pagato decenni di cialtroneria amministrativa e clientela politica, chi non sarà capace avrà un destino di declino. Mi sembrano paletti chiari sulla base dei quali possiamo ragionare tutti». Dopo il caso diplomatico esploso con la Francia richiama il governo ad evitare un clima «di guerra e aggressività continua». Anche il sindaco, il giorno prima in missione in Ue, fa presente che «è veramente spiacevole vedere che siamo guardati con disorientamento in Europa». Allo Spazio Campania anche il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli e di Confindustria Vincenzo Boccia che sul caso ha puntualizzato: «Avere il senso del limite da parte di qualche esponente di partito del Paese non guasterebbe».

Commenti

Gibulca

Dom, 10/02/2019 - 16:12

Ancora coi fondi per il sud? Ma quelli sono dei fannulloni e dei parassiti cronici! Basta fondi al sud. Indipendenza da quelle terre disastrate, frutto di ilelgalità, abusivismo e delinquenza. Libertà per il nord Italia!