Atm-Trenord, fusione fredda Maroni: «È Pisapia che frena»

L'ipotizzata fusione fra Trenord e Atm sarebbe frenata da «problemi politici» del sindaco di Milano: è la convinzione espressa dal presidente della Regione Roberto Maroni durante una conferenza sul bilancio del 2014. Maroni ha ribadito la sua convinzione che il matrimonio fra le due aziende di trasporto pubblico «vada fatto». «Fra gli obiettivi strategici del 2014, dobbiamo trasformare in profondità il trasporto pubblico locale - ha spiegato - cominciando da quell'operazione Trenord-Atm che abbiamo studiato con il Comune di Milano: ho notato un certo raffreddamento dell'entusiasmo del sindaco Pisapia rispetto all'inizio, credo per problemi politici interni poco comprensibili». Il riferimento è all'uscita un po' stonata del sindaco rispetto agli incontri di qualche tempo prima: «Non ho mai parlato di fusione tra Atm e Trenord, ma di integrazione di servizi e biglietti, su questo non ho la stessa idea di Maroni - dichiarava il 3 dicembre ai microfoni di Radio Popolare -. Sono consapevole delle difficoltà e della non economicità della cosa, io ho infatti parlato di integrazione di servizi e di biglietti che è proprio una cosa completamente diversa dalla fusione».
Della fusione Atm e Trenord se ne parla da anni, in vari modi, così prima dell'estate si era riaperto per l'ennesima volta il dibattito tra Comune e Regione. Tra agosto e ottobre sono stati fatti degli incontri tra i rispettivi assessorati alla Mobilità, sia tecnici che politici, e poi tra il sindaco e il governatore. Diversi gli aspetti da valutare, a partire da quello economico.
Parallelamente si lavora, con maggior convinzione, all'integrazione tariffaria: tema anche questo di lunga data su cui però incombe la scadenza di Expo 2105. Sulla necessità di avere un biglietto unico e un'unico abbonamento al trasporto pubblico che permetta di spostarsi nell'area metropolitana istituzioni e forze politiche sono concordi. Non è invece un mistero che in piazza Scala ci siano perplessità sulla fusione a partire dalla conseguente perdita di controllo di Palazzo Marino sulle politiche del trasporto pubblico e la preoccupazione di salvaguardare il bilancio in attivo di Atm.
A mettere i puntini sulle i ci pensa l'assessore alla Mobilità di Palazzo Marino Pierfrancesco Maran: «Non si capisce il senso delle dichiarazioni di Maroni e quali siano questi “blocchi politici” cui fa riferimento. I primi confronti hanno confermato che una forte integrazione di sistema può portare grandi vantaggi, mentre sono tutti da verificare eventuali vantaggi di una fusione. Come già accertato dai primi rilievi, una fusione vera e propria è ben difficile che possa produrre economie di scala. Viceversa l'integrazione dei sistemi di trasporto locale e ferroviario è strategica sia per Expo, ma sia, soprattutto, per garantire a milanesi e lombardi servizi migliori e più semplici». Più tranchant la posizione di Sel - che recentemente ha organizzato un incontro pubblico sul tema - all'attacco con Luca Gibillini. «La politica dei trasporti è una cosa seria: forse troppo per Maroni. Maroni lamenta la cautela del Comune sulla fusione addebitandola a, per lui, non comprensibili motivi politici. Non capisce Maroni che prendere decisioni strategiche in un settore importante come il trasporto pubblico è proprio un compito della politica? Questo significa evitare scelte velleitarie, azzardate e incomprensibili, come una fusione societaria a freddo di cui sfugge l'orizzonte strategico».