Balera dell'Ortica: l'estate è swing

Lezioni di ballo e buona cucina nel quartiere cantato da Jannacci

Diana Alfieri

Un'estate, o meglio dire quel che resta, da ballerini o aspiranti tali. L'importante è divertirsi. Già, proprio così, e le occasioni non mancano. Una di queste non trascurabile visto il genere è quella offerta dalla Balera dell'Ortica (via Giovanni Antonio Amadeo 78), un luogo tra i più popolari e amati dai milanesi e non solo. Sito di un quartiere ricco di storie e leggende, finito pure nelle canzoni. Chi non ricorda «Faceva il palo (nella banda dell'Ortica)» del cantautore milanese Enzo Jannacci.

Ebbene, proprio nel locale più conosciuto di questa porzione di città si possono trascorrere momenti assai gradevoli durante i weekend - ma non soltanto - anche di questo fine agosto e oltre. Tutto è iniziato a giugno e prosegue fino oltre alla metà del mese prossimo. Stiamo parlando dei corsi di ballo anche swing (29 agosto-18 settembre appunto): la pista all'aperto della Balera ospita «Summer Swing Lab», in collaborazione con Studio Larosa Dance. Nel periodo indicato nel sito (https://www.labaleradellortica.com/) a partire dalle ore 20 c'è la possibilità di cenare (25 euro) e partecipare a una lezione di ballo (lindy hop, boogie). Poi tutti a divertirsi con la musica dal vivo o il dj set (ingresso con consumazione dieci euro). Interessante poi la storia di questo territorio, per chi vuole fare due passi, a scoprire.

Nota al grande pubblico per la descrizione romantica e comica di una «celebre» banda ospitata nel quartiere, proposta appunto da Jannacci, l'Ortica vanta una ben più antica origine, con testimonianze risalenti ai secoli VI e VII secolo d.C. Inizialmente la zona era nota soltanto come «Cavriano», nome ancora oggi indicante una fattoria e la via sulla quale questa affaccia. Nel 1014 la località Cavriano è attestata, prima da una carta secentesca del Claricio e in seguito dal Catasto Teresiano del 1760, come nucleo rurale a Est di Milano, una vasta zona tra Lambrate e Monluè. Antichi documenti testimoniano che apparteneva al monastero cittadino di Santa Maria Valle.