Bancarelle e venditori abusivi Il Castello è diventato un suk

Bagni che non si trovano e quando ci si riesce è peggio. Abusivi da tutte le parti nonostante gli sforzi della polizia locale. La vita nel Castello sforzesco e dintorni non è buona. Chi ci lavora ha una serie di criticità, storiche o meno, di cui lamentarsi, prima di tutto la piaga degli abusivi.
«E adesso va già di lusso - ammette sconsolato Leo che ha uno dei due chioschi all'entrata del Castello dal lato del parco - qualche anno fa era pure peggio con file e file di abusivi: adesso ci sono ancora nonostante la presenza quasi costante delle pattuglie: quando però gli agenti sono da un lato, semplicemente loro si spostano dall'altro».
E in effetti il monumento ospita dozzine di abusivi che vendono di tutto: occhiali, acqua fresca, borse e braccialetti. In molti si mettono sotto i passaggi tra un cortile e l'altro dove si creano degli improvvisati mercatini. Altri stanno usando anche le contestatissime porte dell'Expo: le tettoie esterne delle strutture offrono un riparo dal sole e i teli con la merce vengono stesi uno in fila all'altro per l'ennesimo bazar.
I commercianti regolari come Leo non possono che costatare la situazione anche nel caso dei bagni chimici installati a due passi dalle porte del Castello. «Sono pochi e mal segnalati - spiega Leo - e sono anche in pieno sole: mi è capitato di vedere turisti che ci entravano e uscivano provati perchè si trasformano in un forno».
Anche Orlando, il dirimpettaio di Leo, sottolinea il punto: «Non ci sono indicazioni per sapere dove sono questi bagni in tutto il Castello, e anche sugli abusivi la polizia non può fare molto più di quello che fa cioè poco».
Una situazione che scontenta molti, comprese le persone che inviano le lettere di protesta ai giornali proprio per la puzza che diffondono i bagni chimici.
«Hanno rovinato il parco - dice Leo sconsolato - non tanto per la bellezza estetica, ma per la fruibilità: pensi che anche sulla questione della pavimentazione polverosa abbiamo chiamato le televisioni e raccolto le firme, ma la soprintendenza ha detto che va bene così e intanto di quelli che dovrebbero almeno passare a bagnare ogni tanto il terreno per evitare nuvole di polvere nessuna notizia».
Anche i ragazzi che lavorano nella «Locanda alla mano», bar nato per dare una possibilità di inserimento lavorativo a persone svantaggiate hanno riscontrato il problema dei servizi igienici: «Molti stranieri ci chiedono dei bagni, però noi ne abbiamo uno di cui abbiamo la chiave e sembra quasi che non vogliamo condividerlo per scortesia, almeno passano abbastanza spesso a cambiarli». Questa è una questione a cui sono molto vicini, vista la contiguità fisica con i servizi igienici chimici: sono infatti stati posizionati a due passi dalla locanda. Alla fine tutti riconoscono gli sforzi della polizia locale, ma la situazione di generale degrado è sotto gli occhi di tutti..