Bentornata Spal E l'Inter vince una partita d'altri tempi

di Stefano Giani

È finita come allora, 2-0 per l'Inter. E, come allora, pioveva. Era il 26 novembre 1967 e Sandro Mazzola aveva 25 anni, ma quel giorno non giocava. Al suo posto c'era il «segaligno» Landini, come avrebbe detto Pizzul. Giostrava a fianco di Bedin e Suarez per servire le punte. E non era un fenomeno. Ne bastò una. Aquilino Bonfanti da Milano. Uno di quelli che giocò su entrambe le rive del Naviglio, ma fu una meteora. Scarsa fortuna. Con il Milan tre partite e con l'Inter sette. L'unico gol lo segnò quella domenica alla Spal. Poi precipitò per sempre - o quasi - in serie B.

Altri tempi quel '67. I Beatles incisero Strawberry fields forever che segnò un destino crudele. Quello di John Lennon che 13 anni dopo, sugli Strawberry fields di Central park, avrebbe trovato la morte per mano di un pazzo. Fu l'anno del Laureato. Di Dustin Hoffman e Mrs Robinson, cantata da Simon & Garfunkel e infinite generazioni. E nacque il Cap, meglio noto come il Codice di avviamento postale, che compie mezzo secolo. A reclamizzarlo ci pensò Corrado sul primo canale. Insomma, Raiuno.

E fu l'ultima volta di Inter-Spal 2-0. Da una parte Sarti, Burgnich, Facchetti. Una preghiera calcistica più che una formazione. Dall'altra due «Alberti», Bigon e Reif. Il primo in procinto di sbarcare a Foggia e poi al Milan. La consacrazione. L'altro avrebbe vestito il nerazzurro con Herrera. Rimase un comprimario nella grande Inter ma fu un talento per la Spal che aveva perso Fabio Capello, in quel '67 sbarcato a Roma. Non bastò. E retrocesse. Fino a ieri.