Da Bergonzoni fino a Brecht: i «Nessi» del teatro

Il comico bolognese in scena fino a domenica Da ottobre un'infilata di classici-contemporanei

Così come per gli altri spettacoli di Alessandro Bergonzoni, anche per «Nessi» (in cartellone all'Elfo Puccini fino a domenica 13 giugno) esiste un problema di definizione. Dobbiamo considerarlo un esempio postmoderno di teatro dell'assurdo? Probabilmente no, perché l'impressione che si ricava dai deliri verbali dell'artista bolognese è che il linguaggio, e ancor prima il reale, non sia affatto assurdo: anzi, che sia proprio un eccesso di senso a renderlo tragico ed esilarante allo stesso tempo. Lo si può allora ritenere una performance dal sapore dadaista, tanto paradossale quanto dissacrante? Bergonzoni semmai persegue una sua idea di «satira spirituale» tesa a individuare «il nostro comandamento zero», cioè «fare nesso, cucire i fili con quello che ci sta attorno. E i fili sono i sensori che abbiamo addosso e che ci pongono nella stessa frequenza con il mondo esterno». Nasce così questo cabaret metafisico nel quale, in un contorno di incubatrici e banchi di nebbia, si ride sul significato della nascita, sulla vaghezza dell'esistenza, e su dio, al centro di folgoranti battute tra l'ironico e l'apologetico. Per esempio: «Dio ha un piano, noi lo dobbiamo suonare», e ancora, «Davanti a Dio gli uomini sono tutti uguali. Ma di fianco?». «Nessi» è l'ultimo spettacolo nel cartellone 2014-15 dell'Elfo Puccini.

La prossima stagione, almeno per quanto riguarda le produzioni della compagnia degli Elfi, ha nell'interesse per la drammaturgia inglese e statunitense del Novecento un nesso comune alle diverse pièce. La programmazione avrà inizio a ottobre con la ripresa di «Morte di un commesso viaggiatore» di Arthur Miller diretta da Elio De Capitani, seguita dalla «Salomé» di Oscar Wilde allestita dal duo Ferdinando Bruni e Francesco Frongia. A gennaio verrà ripresentato «Il vizio dell'arte» di Allan Bennet, grande successo della scorsa stagione, mentre ad aprile sarà la volta di «Rosso», il testo che John Logan (già sceneggiatore di film di Spielberg) ha dedicato al pittore Mark Rothko, in questo caso interpretato da Bruni con la regia di Frongia. Tra le novità spicca a febbraio «Harper Regan», il testo di maggior successo di Simon Stephens, quarantenne drammaturgo inglese di punta, ma finora quasi sconosciuto in Italia.

La vera sorpresa della stagione 2015-16 ha apparentemente pochi nessi con il resto del cartellone ed è rappresentata da «Mr Puntila e il suo servo Matti» di Bertolt Brecht. In realtà anche questa commedia poco nota mette in scena una «variante» del «Dr. Jekyll and Mr. Hyde» di Stevenson, un classico della letteratura anglosassone, secondo una prospettiva di critica sociale. In programma durante il mese di dicembre, l'allestimento di Bruni e Frongia intende evidenziare il carattere comico, popolare e musicale del testo grazie agli interventi canori dei suoi giovani interpreti, seguendo una formula già sperimentata nel «Vizio dell'arte».