Berlusconi, sì alle primarie per scegliere l'anti-Pisapia

Via libera ai tesseramenti, con congressi a partire da settembre. Sì alle primarie di coalizione per scegliere i candidati sindaci e poi per la premiership. È ciò che ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, durante l'ufficio di presidenza dedicato all'analisi del voto. Un discorso che ha un impatto importante, e sul breve periodo, a Milano: si vota tra due anni e le primarie di coalizione potrebbero non essere poi così lontane.
Giulio Gallera, il coordinatore cittadino del partito che non fa mistero del suo desiderio di correre alla primarie, rivendica i risultati del partito in città: «Matteo Salvini non può cantare vittoria milanese, lo dimostrano i numeri. E in ogni caso a Milano Forza Italia è il primo partito ed è in crescita. Deve guidare le danze». A Milano Forza Italia ha migliorato il dato nazionale e ha superato i risultati delle regionali del 2013: allora il Pdl aveva preso il 15,7%, oggi Fi da sola ha raggiunto il 16,6%.
«Se sommiamo i due partiti siamo al 21 per cento» osserva Gallera. E anche nel gioco delle preferenze Forza Italia a Milano ha avuto la meglio: Giovanni Toti ha raccolto 25.033 voti contro i 19.714 di Salvini. Circa il 25 per cento in più di preferenze. E Maurizio Lupi, di cui da tempo si parla come candidato sindaco, si è fermato a quota 8808. Toti ne ha raccolte tre volte tanto. E c'è qualcuno che comincia a farsi qualche domanda su di lui come possibile sfidante di Pisapia.
Berlusconi ha affidato proprio a Giovanni Toti, affiancato dal popolare sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, il compito di guidare l'operazione «Mille volti», ovvero la ricerca e la formazione di nuovi esponenti di Forza Italia. Una predilezione che non è piaciuta a tutti, ma che regala l'identikit del tipo di persona che il Cavaliere immagina per il futuro del partito: gente giovane e che si metta in gioco. Una scelta anticipata già alla chiusura della campagna elettorale da Berlusconi, ma che suona anche come una risposta in tempo reale a quel che ha chiesto ieri Cattaneo in un'intervista a Avvenire: «Facce nuove, classe dirigente nuova. Subito, altrimenti Forza Italia non ha scampo».
Il lavoro procederà in parallelo con «un nuovo protagonismo degli amministratori e degli eletti», spiega la coordinatrice regionale azzurra, Mariastella Gelmini. E anche se con i lumbard rimane un asse importante, confermato dalla scelta di Berlusconi che oggi a Roma firmerà due referendum del Carroccio, Gelmini spiega che il Cav ha invitato soprattutto a lavorare per rilanciare il partito: «Con la Lega c'è sicuramente una solidità di rapporto, ma prima di tutto Forza Italia deve guardare a se stessa».
Gelmini invita a ricostruire l'alleanza di centrodestra rovesciando la piramide: «Non partiamo dalle segreterie di partito ma dai quartieri. Lancio subito la mia proposta a tutti gli alleati: apriamo in ogni consiglio di zona un checkpoint per i cittadini. Alterniamoci per raccogliere le segnalazioni dei milanesi sull'inefficienza della giunta. Facciamole convergere su un sito web semplice: una mappa con un pallino rosso per ogni segnalazione. Porteremo tutto in consiglio comunale. Seduta dopo seduta».